Un avvio da predestinato, ma una storia segnata dalla sfortuna e dalla grande voglia di riscatto. L’Italia pesca ancora dal grande bacino dei giovani lanciati dalla Premier League: il Napoli punta tutto su Axel Tuanzebe, nuovo rinforzo per la difesa arrivato in prestito dal Manchester United, l’ennesima della sua breve carriera da nomade del calcio, fatta di trasferimenti temporanei e progetti a brevissimo termine che hanno fermato la sua crescita.

Negli ultimi anni infatti il giovane Tuanzebe ha vestito in maniera alternata le maglie dello United e dell’Aston Villa, squadra che nel 2018 e nel 2021 lo ha accolto in prestito per due volte. E pensare che agli inizi della sua avventura calcistica il giocatore sembrava essere un predestinato: dopo il suo trasferimento dalla Repubblica Democratica del Congo ha scelto di essere adottato dall’Inghilterra e subito è entrato a far parte della grande Academy dei Red Devils che gli ha aperto le porte nel 2005, all’età di 8 anni. Dieci anni più tardi e dopo aver vestito per diverse volte la fascia da capitano in tutte le categorie, è stato trasferito in prima squadra, un destino naturale per un difensore forte come lui che spiccava per fisico e per talento. Fin da bambino Tuanzebe ha sempre fatto la differenza, sia con la maglia dello United che con quella dell’Inghilterra, anche se non è mai arrivata la convocazione in nazionale maggiore e nell’Under 21 è fermo soltanto a una presenza.

A bloccare la sua carriera ci ha pensato anche qualche sfortuna dal punto di vista fisico: al Manchester United la concorrenza è sempre stata troppa e gli investimenti fatti nel corso degli anni hanno portato Tuanzebe ai margini, fino al primo trasferimento all’Aston Villa avvenuto nel 2018. In una squadra dove poter giocare senza troppe pressioni il difensore è riuscito a rientrare tra i titolari ed è stato presto chiamato al ritorno a Old Trafford, il periodo più buio di tutta la sua vita. Nelle due stagioni consecutive allo United ha subito due infortuni importanti nell’arco di sei mesi: prima un problema alla coscia durato più di dieci settimane, poi il terribile infortunio alla caviglia che lo ha costretto ai box per oltre 120 giorni, un’infinità di tempo per un giovane in piena rampa di lancio.

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Il Manchester United lo ha aspettato, ma ormai Tuanzebe non aveva più spazio. L’Aston Villa lo riprende ma anche qui diventa la quarta scelta di una squadra che ha già meccanismi rodati e gerarchie definite e neanche l’arrivo in panchina di Steven Gerrard ha potuto cambiare la situazione. In questo contesto si inserisce il Napoli, alla ricerca di un difensore che accetti di fare panchina ma che possa garantire fiducia quando è chiamato in causa. Il suo background non è irresistibile: nonostante i tanti anni trascorsi in Premier League ha accumulato poco meno di 50 presenze e quasi mai ha avuto la responsabilità di guidare da solo la difesa.

Tra le tante difficoltà non è mai riuscito ad affermarsi, fermando quella corsa alla quale sembrava destinato da ragazzino. Ma le sue grandi qualità fisiche potrebbero rivelarsi un’arma importante per impattare bene nel calcio italiano: Tuanzebe, a dispetto dei tanti problemi, può contare su una fisicità importante e su una buona accelerazione, ma soprattutto sulla capacità di interferire bene nelle azioni degli attaccanti avversari. Tra le mani di Luciano Spalletti potrebbe ritrovare fiducia e serenità, fattori che gli sono mancati tanto negli ultimi anni e che potrebbero consentirgli, vista la giovane età, di riprendere il percorso tracciato e fare il salto di qualità definitivo.