La Copa del Rey è del Barcellona. Era difficile immaginare un altro esito, soprattutto perché il Barça ha deciso di recitare di nuovo il ruolo della squadra imbattibile, parte mal interpretata nell’ultima uscita in Champions League. Non è stata una finale qualunque: un po’ perché non esiste una finale qualunque, un po’ perché il tabellino recita 0-5, ma soprattutto perché è stata l’ultima giocata con la maglia del Barcellona da Andrés Iniesta.

Non la più attesa e probabilmente neanche la più adatta per celebrare la carriera di Don Andrés: ha un sapore strano questo suo addio, quasi come se non fosse totalmente reale, come se ci si aspettasse un ripensamento d’amore. Eppure è così: questa è stata l’ultima sua finale. E che finale.

Quando il Barcellona gioca da Barcellona lo spettacolo è sempre degno di una coppa e tra un assist di tacco di Jordi Alba che supera l’immaginabile, le consuete perle di Messi e i primi gol decisivi di Coutinho, a farsi guardare è proprio la stella di Iniesta.

Il suo gol è un capolavoro di inestimabile valore: al di là di una pared con Messi che testimonia il rapporto amoroso che questi due hanno con il pallone, è la finta di Iniesta a incantare maggiormente. Due tocchi rapidi per l’ennesima croqueta della sua carriera. Soria scartato, a terra, incapace di capire dove Andrés sta per spostare la palla. La porta rimane vuota e anche Madrid può celebrare il più grande calciatore spagnolo di sempre.

La finale ha poco altro da dire perché la disparità è davvero troppo ampia. Rimane comunque il primo trofeo vinto da Valverde con il Barcellona, un grande traguardo nell’ultima notte di gala di Andrés Iniesta.