Un pessimo e impresentabile Basilea viene sconfitto al Toumba Stadium di Salonicco da un Paok che ha il solo demerito di non aver chiuso il discorso qualificazione. Wicky ha stravolto la squadra che ha perso nell’ultimo turno con il San Gallo passando a un’improbabile difesa a tre con Balanta, Frei e Suchý e un tridente che ha visto il ritorno in campo di Oberlin, ma confinato sulla fascia destra. Impalpabile e per lunghi tratti irritante l’ex Red Bull Salisburgo nella ripresa ha lasciato spazio a Kalulu, voglioso di riscatto dopo i tanti errori di sabato. Male, molto male, l’italiano Raoul Petretta che viene inserito a centrocampo sulla fascia destra e prima ancora che finisca il primo tempo viene richiamato in panchina per far spazio a Yves Kaiser e passare finalmente a un più logico 4-3-3. A dare ancora speranze di qualificazione ci ha pensato l’ariete della squadra Albian Ajeti che ha sfruttato di testa un cross di Stocker deviato da Matos e ha così battuto Paschalakis segnando il gol del 2-1. Basilea che deve però ringraziare il suo migliore in campo, Jonas Omlin che continua a dimostrare sicurezza tra i pali e per segnargli servono delle grandi prodezze.
Il Paok infatti ha sbagliato molte palle gol e ha giocato un gran calcio facendo innervosire gli svizzeri costretti spessissimo al fallo, ma davanti al giovane portiere ex Lucerna hanno più volte mancato il gol. Nel 4-2-3-1 di Razvan Lucescu l’uomo più pericoloso si è dimostrato il fantasista Pelkas, pur non riuscendo a segnare. Le due marcature sono state due autentiche prodezze con lo spagnolo Cañas che sbloccato il risultato con un missile all’incrocio dei pali da quasi trenta metri e con il centravanti serbo Prijović che in mezza sforbiciata conclude un contropiede di Limnios. Venti minuti anche per l’ex Brescia e Napoli El Kaddouri che però non è riuscito a mettersi in mostra.
Tutto rimandato alla gara di ritorno al St. Jakob Stadion, ma per ribaltare il risultato servirà un altro Basilea ben diverso da quello visto nelle ultime due partite.