È stato il grande tormentone dell’Europeo disputato in Francia, ma il motivetto goliardico dei tifosi dell’Irlanda del Nord si è finalmente trasformato in realtà: Will Grigg è finalmente diventato on fire nella gara più importante di tutta la stagione fino ad ora, l’ottavo di finale di FA Cup contro il Manchester City.

Sembrava una partita apparentemente scontata, di quelle che non potrebbero mai riservare sorprese: e invece a dieci minuti dalla fine è proprio l’uomo più atteso ad incendiare il campo e a fare lo sgarbo più grande di tutti a un Guardiola che forse si vedeva già la coppa tra le mani ma che adesso sarà costretto a guardare i turni successivi davanti alla TV con un’espressione tutt’altro che contenta. Battere il City delle meraviglie è stata un’impresa riuscita ad una piccolissima élite di squadre, una cerchia ristrettissima che adesso abbraccia incredula il piccolo Wigan, capace di trasformarsi in una delle giant killer più illustri di tutta la FA Cup nella notte più magica e inaspettata di tutte.

Eppure, nella serata più attesa da tutti i tifosi la piccola squadra di League One non si è fatta travolgere neanche per un istante dal tipico timore reverenziale di chi affronta armate invincibili ma anzi, sfruttano l’espulsione di Delph pochi istanti prima dell’intervallo, è riuscita a mettere all’angolo un City che ricorderà per sempre Will Grigg, diventato addirittura il capocannoniere della competizione con 7 reti all’attivo.

Guardiola si era presentato al DW Stadium con la sua solita sfilata di stelle, ma neanche la formazione migliore del tecnico spagnolo è riuscita ad avere la meglio in una serata che di ordinario ha ben poco, dimenticando forse che cinque anni prima era stato proprio il Wigan di Roberto Martinez a giocare un bruttissimo scherzo in finale ai Citizens, sconfitti sul gong da una rete di testa di Ben Watson.

È così che ancora una volta la FA Cup sforna un’altra Cenerentola che al posto della scarpetta di cristallo si riscopre protagonista grazie a un tiro dal limite del suo uomo simbolo, il cui nome immaginiamo tornerà a riecheggiare tra le fila dei suoi tifosi in quel canto quasi profetico: Will Grigg’s on fire, Guardiola is terrified!