Non chiamatelo bomber puro. E nemmeno centravanti, anche se ricopre quel ruolo nel Giappone. Yuya Osako è sì un attaccante, ma non è la tipica macchina da gol. Chiedetelo ai tifosi del Colonia, la sua squadra negli ultimi quattro anni (andrà al Werder Brema dopo il Mondiale): 19 gol in 120 partite, bottino modesto per un giocatore offensivo, che agisce soprattutto da seconda o prima punta. Eppure nelle grandi occasioni il suo nome nel tabellino difficilmente manca.

Al museo dell’Effzeh, tra le leggende del club, c’è anche il suo volto. O meglio, una sua corsa solitaria verso la porta, un suo gol. Quello che il 20 maggio 2017 ha chiuso il match col Mainz e riportato il Colonia in Europa dopo 24 anni. Un gol pesante, come quello che ha realizzato all’esordio a Russia 2018 per il suo Giappone, decisivo per battere la Colombia 2-1 e far sognare ai Samurai la qualificazione, dopo essere stato protagonista anche nell’episodio che ha portato al rigore dell’1-0.

Il colpo di testa che ha battuto Ospina è stato soltanto il quarto gol nel 2018 di Osako, il più importante in un anno negativo per il suo Colonia, retrocesso in Zweite Bundesliga al termine di una stagione maledetta. Un gol pesante arrivato tre mesi e un giorno dopo un’altra rete in una grande occasione, il sentitissimo Rheinderby contro il Leverkusen, vinto per 2-0 al RheinEnergieStadion. Il giapponese quella partita l’ha sbloccata, prima che Zoller la chiudesse nel secondo tempo. 

Quando l’occasione conta e la palla scotta, Osako c’è, non trema. Che sia un contropiede in mezzo a cinquantamila tifosi che aspettano solo di esplodere di gioia per una traguardo storico per il Colonia, che sia il derby più importante e sentito per l’Effzeh, o che sia l’esordio al Mondiale della sua nazionale, contro una squadra nettamente più quotata. Yuya Osako risponde presente, decide, e si prende la copertina della prima giornata, trascina il suo Giappone. E si conferma l’uomo delle grandi occasioni. Anche in nazionale.