La Nazionale Tedesca è sempre più infarcita di centrocampisti giovani e promettenti, ma l’internalizzazione della Bundesliga negli ultimi anni sta allargando ulteriormente i fronti. I rifornimenti per Die Mannschaft continueranno comunque ad arrivare in tutti i reparti, mediana compresa, ma tra gli under-19 più interessanti che agiscono tra mediana e trequarti ci sono anche diversi uomini internazionali. Lo scouting in Germania va a tutto tondo.

MICKAËL CUISANCE (CLASSE 1999, BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH)

Probabilmente Mickaël Cuisance è uno dei giocatori di maggior talento a livello assoluto dell’intera Bundesliga. A Mönchengladbach sembrano averlo capito, tanto da averlo aggregato subito alla prima squadra anziché mandarlo con i pari età nell’under-19. Non solo: ha già raccolto 12 presenze, imponendosi come una valida alternativa ai due in mezzo, nonostante caratteristiche forse un pizzico più offensive di quelle che richiederebbe il ruolo. Hecking ha però riconosciuto il talento a tutto tondo del francese – acquistato in estate dal Nancy – provando a dargli spazio da subito vicino a un mediano con caratteristiche più pure. Ha tantissimi margini di miglioramento e la carta d’identità è ovviamente dalla sua parte. Si trova già a lottare per la Champions League in una squadra ambiziosa. Le premesse ci sono, il resto sta in mano a lui. Ma, come ci aveva dimostrato in un’intervista esclusiva dell’anno scorso, la testa è quella giusta.

KAI HAVERTZ (CLASSE 1999, BAYER LEVERKUSEN)

Uno dei talenti più limpidi, supportato da mezzi tecnici e atletici straordinari, che lo rendono un potenziale centrocampista totale à la Pogba o Milinkovic-Savic. Kai Havertz è esploso l’anno scorso, quando appena diciassettenne ha esordito in prima squadra con il Leverkusen per non staccarsi più. 4 gol e 6 assist sono stati il bottino finale della stagione di Bundesliga, soltanto l’antipasto di quanto sta mostrando in questa stagione. Quest’anno Herrlich lo sta schierando in diverse posizioni di campo e Havertz sta rispondendo sempre presente. Sia da rifinitore che più basso per aiutare il giropalla il tedesco riesce sempre a distinguersi per una tecnica sublime ed eleganza, oltre ad una grande efficacia. Il suo nome è già sul taccuino delle big europee: non potrebbe essere altrimenti. L’auspicio è però che resti ancora un paio d’anni alla BayArena, per maturare completamente.

Kai Havertz, 18 anni e un futuro da predestinato. | Fonte immagine: Bundesliga

AYMEN BARKOK (CLASSE 1998, EINTRACHT FRANCOFORTE)

Barkok non è sicuramente tra i giocatori più in vista in questa fase di campionato, tanto che in Bundesliga 2017/18 ha racimolato soltanto 199 minuti, con una sola presenza da titolare. All’Eintracht Francoforte la concorrenza è accesa e Kovac tende a fidarsi dei suoi uomini. L’anno scorso però anche il tedesco di origini marocchine ne ha beneficiato: al suo debutto ha firmato un gol pazzesco per stendere il Werder Brema e si è guadagnato la permanenza fissa in prima squadra, senza eccezionale continuità, ma accumulando minuti. In effetti Barkok è di difficile posizionamento nel 3-4-2-1: non ha la fantasia del trequartista, ma nemmeno la fase difensiva per giocare tra i due di mezzo. Forse quando Die Adler saranno in una posizione di classifica più definita il classe 1998 tornerà ad avere spazi e Kovac potrebbe cucirgli addosso un ruolo più chiaro.

WESTON MCKENNIE (CLASSE 1998, SCHALKE 04)

Weston McKennie è la quota giovane che Domenico Tedesco si è voluto giocare nel centrocampo dello Schalke 04. Texano, calcisticamente cresciuto a Dallas, è arrivato in Germania l’anno scorso esordendo nel finale di stagione. Quest’anno è diventato col passare delle partite una certezza, sebbene pecchi ancora di inesperienza in un ruolo complicato come il suo. Venendo infatti da una scuola diversa da quella tedesca – e, per il momento, nemmeno troppo prestigiosa – McKennie sta ancora capendo equilibri, movimenti, distanze e tempi della Bundesliga. Li sta apprendendo gara dopo gara e ha la fortuna di farlo in un sistema di gioco con le idee chiare. Nel frattempo ha debuttato con Team USA, con gol all’esordio. Non malissimo per un mediano, sebbene duttile: ha vagato molto per il campo, dovrà per trovare il suo ruolo migliore, che forse è quello di interno a tre.

JOSIP BREKALO (CLASSE 1998, WOLFSBURG)

Nell’estate 2016 il Wolfsburg ha sborsato 6 milioni di Euro per accaparrarsi il diciottenne croato Josip Brekalo, uno dei tanti talenti in mostra nella vetrina della Dinamo Zagabria. L’impatto con la Germania non è stato granché, tanto che i lupi lo hanno spedito in 2.Bundesliga, allo Stoccarda, per farsi le ossa. Con l’immediata promozione è arrivata anche la chance di mettersi in luce al piano di sopra, sfruttata piuttosto bene nonostante ancora tante evidenti lacune di natura anche tattica. Il mercato di gennaio lo ha riportato in netto anticipo in Bassa Sassonia nell’affare Mario Gomez e con Schmidt potrebbe riuscirsi a ritagliare spazi importanti sulle ali, dove agisce d’abitudine, indifferentemente a destra o a sinistra. Il Wolfsburg ha visto ben presto scemare le ambizioni europee e forse per questo vuole puntare sui propri giovani per dare il via a un nuovo corso. Il croato dovrà farsi trovare pronto.

Brekalo è tornato a Wolfsburg dopo aver trascorso il 2017 a Stoccarda. | Fonte immagine: VfB Stuttgart

DENNIS GEIGER (CLASSE 1998, HOFFENHEIM)

Dopo la cessione di Sebastian Rudy, regista e punto fermo del centrocampo, Julian Nagelsmann ha affidato le chiavi della squadra a Dennis Geiger, giovane classe 1998 prodotto del settore giovanile dell’Hoffenheim, del quale fa parte dal 2009. Il trentenne allenatore aveva già allenato il violinista – traduzione letterale del cognome – nelle giovanili e non ha esitato a lanciarlo in prima squadra con risultati soddisfacenti. Geiger è l’equilibratore della squadra, oltre che il raccordo tra difesa e centrocampo in fase di possesso palla. Bravo a contrasto ed elementare nelle giocate, non è un risolutore di partite, piuttosto un giocatore essenziale (anche se ha già due gol all’attivo), piuttosto un centrocampista pulito e di talento. L’Hoffenheim ne vuole fare un perno: la strada è quella giusta e i mezzi ci sono tutti.