A 9 gare dal termine, la classifica Zweite Liga inizia a definirsi. La 25esima giornata è stata forse una delle più importanti in chiave promozione: poteva riaprire tutti i giochi o togliere delle pretendenti dalla contesa. Tutto dipendeva dalla partita più sentita, più tesa e più attesa dell’anno: il derby, St.Pauli-Amburgo. E al Millerntor non c’è stata storia.

0-4 in favore dell’HSV il finale in casa dei rivali Kiezkicker. Con lo stesso risultato 17 anni fa era arrivata l’ultima vittoria dei Rothosen nel derby, sempre in trasferta. Era l’aprile del 2002. Esito uguale, protagonisti diversi.

Dopo un buon inizio, l’attesissimo Lasogga ha spezzato l’equilibrio dopo una traversa di Hunt su punizione. Nel secondo tempo ancora lo svizzero, Narey e Douglas Santos hanno allargato impietosamente il divario, mettendo a nudo tutti i difetti difensivi della squadra di Kauczinski. Al contrario, Hannes Wolf ha visto la sua squadra nuovamente in crescita dopo un momento difficile. Da mesi l’Amburgo non vinceva con almeno due goal di scarto: bisogna tornare al novembre 2018, 1-3 contro l’Erzgebirge.

Per il St. Pauli è la quarta sconfitta nelle ultime 7 partite, forse quella che vale l’ultimo e definitivo addio alla lotta per la promozione in Bundesliga. Anche alla luce degli altri risultati.

L’ago della bilancia è diventato l’Union Berlino. Come da aspettative, la squadra della capitale è l’unica che riesce a tenere il passo dell’Amburgo e soprattutto del Colonia capolista, che con un attacco stellare punta a fare il vuoto tra sé e le inseguitrici.

64 goal fatti in 25 partite, di fatto 2 goal e mezzo a gara, con Simon Terodde giunto ormai a quota 26 reti, Jhon Cordoba a 12 e il nuovo arrivato Anthony Modeste che in 5 presenze ha già segnato 4 reti, una ogni 43 minuti passati in campo. La rosa non è da Zweite, è di fatto già costruita per la Bundesliga del prossimo anno, anche se i punti sono “solo” 51 a causa di alcune prestazioni difensivamente rivedibili, soprattutto le recenti trasferte contro il Paderborn e, per l’appunto, l’Union.

A Berlino l’arrivo di Urs Fischer ha cambiato tutte le prospettive, tant’è che in 25 partite sono arrivate soltanto 2 sconfitte. Dopo tanti pareggi, ora la squadra ha iniziato anche a vincere con maggior frequenza alzando il passo fino a toccare quota 47 punti: terzo posto, subito dietro l’Amburgo e già davanti al St. Pauli. I Kiezkicker sono rimasti a 43 punti e, dopo la sconfitta nel derby, fronteggiano il rischio di vedere tutte le speranze di promozione o di playout sfumare.

Se per gli uomini di Kauczinski il rischio esiste ma non è concreto, la giornata ha invece sancito, probabilmente in definitiva, l’addio ai sogni di gloria per chi sperava di poter quantomeno al terzo posto: Heidenheim, Holstein Kiel e Paderborn, rispettivamente quinta, sesta e settima squadra della classifica, hanno tutte perso e rimangono a -8 (le prime due) e a -9 (la terza) dal posto valido per giocarsi il playout, quello occupato dall’Union. Al termine del campionato di Zweite mancano ancora 9 giornate, ma per poter riaccendere la lotta alla promozione diretta servirà probabilmente un miracolo. La corsa per il terzo posto invece è indirizzata, ma ancora più viva che mai. Soprattutto nel campionato delle sorprese.