La stagione dei Dundee United è stata sino ad ora disastrosa in Scottish Premiership, e sabato scorso si è aggiunta anche la sconfitta nella semifinale di Coppa di Scozia a Hampden Park ad opera dell’Hibernian, squadra di serie cadetta, che sicuramente non ha giovato al morale della squadra di Mixu Paatelainen.

Come ben sappiamo il massimo campionato scozzese è articolato secondo un girone all’italiana a triplo turno, al termine della stagione regolare avviene il cossidetto split, ovvero le prime sei classificate si affrontano in un girone di sola andata al fine di assegnare il titolo e i piazzamenti che danno accesso alle qualificazioni alle coppe europee, le restanti sei compagini si scontrano invece in un raggruppamento per stabilire le retrocessioni in Scottish Championship, l’ultima classificata retrocede direttamente, mentre la penultima gioca il play-out contro la vincente dei play-off della serie cadetta. Questo meccanismo produce così un campionato con 38 giornate totali.

Arrivati allo Split, il Dundee United si trova attualmente ultimo ad otto punti di distacco dal penultimo posto occupato dal Kilmarnock, non può quindi permettersi flessioni psicologiche e deve prepararsi ad affrontare cinque finali da qui alla fine della stagione. La missione è praticamente impossibile, e in caso di riuscita farebbe gridare al miracolo sportivo contando che sino ad ora il Dundee United ha vinto sei partite in trentatre giornate ed è chiamato a vincerne cinque consecutive, e tutto ciò potrebbe anche non bastare. La prima di queste finali sarà giocata in casa dai Terrors, che domenica affronteranno l’Hamilton, mentre il Kilmarnock andrà a giocare nelle Highlands contro l’Inverness CT.

La squadra e i calciatori tutti dovranno lottare per il loro futuro, che si tratti di rimanere a Tannadice Park  o di spiccare il volo verso altri lidi, ma dovranno dimostrare di lottare coesi e avere orgoglio, questo è l’unico modo per uscire da questa difficile situazione. Il Dundee United ha dimostrato anche in coppa, nonostante la sconfitta, di poter essere squadra, tanto che nei tempi regolamentari ha anche sfiorato la vittoria, le possibilità sono davvero poche, ma fintantoché la matematica non li condanna, è giusto credere nell’impresa.