Non era mai riuscito a trovare la giusta continuità nella sua carriera, saltando costantemente da una maglia all’altra, ma la surreale notte del ritorno di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors potrebbe finalmente segnare la svolta decisiva per Juan Quintero.

L’eroe della Buenos Aires tinta di bianco e rosso è salito ancora in cattedra nella coppa sudamericana più importante di tutte, segnando prima il gol del momentaneo 2-1 contro gli xeneizes e poi, all’ultimo respiro dei tempi supplementari, mandando in rete Gonzalo Martinez. Una partita perfetta per il trequartista colombiano che con la porta non ha mai avuto un feeling speciale: se lo ricordano bene in Serie A i tifosi del Pescara che, dopo averlo prima preso in prestito e poi acquistato dall’Atletico Nacional nel 2012, furono costretti a cederlo al Porto l’anno successivo a causa del suo scarso rendimento, causato anche da una distorsione alla caviglia che gli fece saltare tutta l’ultima parte della stagione.

Da allora Quintero non è mai riuscito a raggiungere la giusta stabilità, cambiando squadra quasi ogni anno senza mai trovare la sua dimensione ideale. La svolta per lui arriva lo scorso gennaio, quando il River decide di rilevarlo in prestito proprio dal Porto. È l’inizio della grande svolta: Gallardo comincia a dargli fiducia concedendogli ampi spazi in campionato ma soprattutto in Copa Libertadores dove, da subentrato, riesce a dare una grande mano alla sua nuova squadra come in occasione del gol segnato all’Independiente nella gara di ritorno dei quarti di finale.

I cambiamenti sono evidenti e si fanno sentire anche al Mondiale, dove con la sua Colombia Quintero gioca tutte le partite da titolare, tornando in patria con un gol segnato e due assist, un bottino più che buono per un giocatore che finalmente è riuscito a rinascere.

È però la finalissima contro il Boca a cambiare le carte in tavola e a scrivere un nuovo destino per il trequartista, diventato per una notte l’uomo più importante per il suo River. Gol e assist decisivi da subentrato durante i minuti di recupero, un copione perfetto che sembra essere scritto apposta per lui. Adesso stringe tra le mani la coppa più prestigiosa, scippata nel derby contro i rivali di sempre. E chissà se questi 40 minuti di gloria non possano rappresentare davvero un trampolino di lancio per il suo futuro.