Ci sono giocatori dalla grande caratura a cui non basterebbero tre Mondiali per incidere con la maglia della nazionale, quelli attorno ai quali si creano ogni volta tantissime speranze, disilluse poi al primo passaggio sbagliato. Ma c’è anche chi, in appena 37 minuti, riesce a lasciare un segno indelebile: è il caso di Robert Firmino, ormai celebre attaccante del Liverpool che in poco più di mezz’ora di gioco totalizzata in tre presenze con la maglia del Brasile è riuscito a ritagliarsi un posto nel cuore dei suoi tifosi.

Già, a Bobby Firmino (soprannome affibbiatogli dai suoi tifosi della Kop) in questa spedizione russa non è concesso tanto spazio a causa della generosissima rosa del Brasile che ha riunito sotto un unica bandiera quelli che forse oggi sono i giocatori più forti in circolazione. E questo piacevole affollamento regna soprattutto nel reparto più avanzato: come nei sogni di tutti gli allenatori, a ogni match Tite si ritrova a dover fare la conta per scegliere fra talenti come Coutinho, Neymar, Gabriel Jesus, Willian, Firmino e Douglas Costa (o almeno prima del suo infortunio) per completare il suo attacco, punta di diamante di una squadra che sembra diventare più forte e convincente partita dopo partita.

Come detto, una rosa così generosa costringe sempre a fare dei tagli più o meno dolorosi e a lasciare fuori grandi talenti che altrove sarebbero titolari inamovibili. È ciò che ha dovuto subire anche Firmino in questo Mondiale: nel consueto 11 verdeoro non c’è mai posto per lui, ma nei pochi minuti concessi da Tite l’attaccante del Liverpool ha saputo condensare al meglio tutto il suo talento. Gli sono quindi bastati appena 37 minuti spezzettati in tre apparizioni per far capire al vastissimo pubblico del Mondiale che non è solo una delle riserve d’oro brasiliane, ma un vero e proprio titolare aggiunto capace di cambiare le sorti della partita. Se contro la Svizzera non gli erano bastati poco più di dieci minuti per cambiare le sorti di una partita indirizzata inesorabilmente verso il pareggio, già i venti minuti contro la Costa Rica sono serviti a Firmino per lasciare la sua traccia: con le sue pericolose incursioni e la grande visione di gioco è riuscito a dare nuova linfa a tutto il Brasile, accompagnandolo per mano verso il primo successo in terra russa.

Ma la ciliegina sulla torta è stato il grandissimo impatto avuto nell’ottavo di finale contro il Messico, una partita che sulla carta poteva rivelarsi davvero complicata. Dopo la rete del solito Neymar i brasiliani avevano un bisogno disperato di chiudere definitivamente il gioco per evitare sorprese nel finale e mettere in pericolo la qualificazione ai quarti. Tite, come al solito, si gioca la carta Firmino soltanto a pochi minuti dalla fine, senza però immaginare cosa sarebbe successo dopo il suo ingresso: all’86’ Coutinho da il cambio al suo ex compagno di squadra che in appena due minuti riesce a mandare in rete un tap-in e mettere la sua prima pesantissima firma in questo Mondiale.

Una rete e tre belle prestazioni condensate in mezz’ora o poco più: questo è l’impatto di Firmino in questo Brasile che ha trovato in lui il vero asso nella manica, il dodicesimo titolare su cui contare anche a tempo praticamente scaduto. Non sappiamo se Tite vorrà finalmente dargli spazio fin dall’inizio, ma è certo che Firmino è pronto a dare il massimo in qualsiasi momento.