7 partite e 9 reti: questo è il bottino di Jonathan David. Il canadese classe 2000 sta impressionando durante la Gold Cup con 5 reti in 3 partite, alternando ad una tecnica ottima, una costante vena realizzativa. La stessa era venuta fuori durante le qualificazioni Concacaf, dove aveva siglato 4 reti in 4 partite, accendendo su di lui i riflettori. Cosa rende speciale David? Segna quando serve. E gioca nella Jupiler Pro League con il Gent.

177 centimetri uniti ad un fisico ancora troppo gracile per il grande calcio europeo è la descrizione che si porta dietro, marchiata sul numero 16, quello del Gent. Proprio per questo motivo durante questa stagione mister Thorup lo ha sempre spostato 15 metri indietro, relegandolo a trequartista e creatore di gioco della squadra. Una caratteristica che ancora troppo poco risiede nelle corde di David. La sua esplosività fisica, abbinato ad una velocità che non scade col passare dei metri, lo rende molto più pericolo come esterno destro in un 433. Infatti in nazionale, non poche volte, è stato schierato in quella posizione, prima di essergli preferito Alphonso Davies.

Il nativo di New York, col doppio passaporto, arriva al Gent dall’Ottawa Isc, formazione di NLS nordamericana. 100mila euro fu il suo costo, in questo momento il suo cartellino si aggira attorno ai 9 milioni. Dopo aver disputato 0 minuti nella stagione 2017/18 col Gent, Thorup gli ha dato fiducia già dalle qualificazioni in Europa League. 4 partite-2 gol, a soli 18 anni. Dopo aver fatto vedere i primi lampi di luce, David irradia il campionato belga con 4 gol nelle prime 5 partite.

Tutto ciò che sembra presagire ad un anno incredibile, bloccatosi con un apparente diverbio con l’allenatore, che lo lascia in panchina per 7 partite consecutive. Il Gent non brilla, ma a fine anno arriva ai play-off champions, e David si prende il palcoscenico. Dopo un inizio in sordina, realizza 4 gol ed un assist nelle ultime 4 partite, lasciando l’Anderlecht al 6° posto.

Per adesso, una seconda punta con molto spazio per offendere. David riesce a liberarsi molto bene al tiro di destro, alcune volte però intestardendosi troppo nella giocata. Il suo ruolo da definire lo incatena ancora a meteora, ma l’anno prossimo per lui sarà il campionato della verità. Sarà la prima scelta nell’attacco del Gent, con l’opportunità di migliorare ancora di più il suo score realizzativo. Pecca ancora nelle doti di assist man e durante le partite il suo cono di luce sembra restringersi, quasi nascondendosi in campo. Il talento c’è, con la speranza che sia ancora di più uncatchable.