Il girone d’andata della Prem’er Liga 2019-20 è stato a dir poco emozionante con tantissime squadre che sono state in vetta alla classifica anche contemporaneamente e tutto lasciava presagire a una stagione da vivere fino all’ultima giornata. I campioni in carica dello Zenit però sembrano avere qualcosa in più e negli ultimi turni hanno sfruttato i continui passi falsi delle rivali riuscendo a portare il proprio vantaggio a quota cinque punti rispetto alla Lokomotiv seconda. Un primo strappo importante che avviene a tre turni dalla chiusura del 2019 russo prima della lunghissima pausa e nell’ultimo turno si è notata la superiorità pietroburghese.
La trasferta a Tula contro l’Arsenal era di quelle insidiose con i giallorossi che se la sono sono giocata alla pari impegnando in più occasioni Kerzhakov, ma alla fine la vittoria è stata meritata. Un tap in di Azmoun su cross basso di Karavaev e Shamov è stato battuto per lo 0-1 finale con tanto di tre punti importantissimi. Perché lo Zenit non è spettacolare come poteva esserlo quello del girone d’andata con Mancini in panchina, che però si andò a sgretolare nel ritorno, ma tremendamente essenziale. Gioca di rimessa l’undici di Semak e questo fa storcere il naso a qualche esteta del calcio e a San Pietroburgo non tutti vedono il tecnico di buon occhio, causa anche un’altra campagna europea che si sta rivelando disastrosa, ma i risultati sono dalla sua parte.

E poi ci sono le tante rivali a dare una mano, con il Krasnodar che è stato affetto dalla pareggite e con il quarto “X” consecutivo in schedina scende a quota meno sei e nell’ultimo turno ha fermato con l’1-1 anche la Lokomotiv. Un pareggio firmato Berg e Krychowiak, ma che non aiuta nessuna delle due. La sorpresa Rostov sembra aver finito la benzina, perché dopo il pesante 6-1 subito a San Pietroburgo è arrivata la vittoria casalinga con il fanalino di coda Sochi, il pareggio col Krasnodar e la clamorosa sconfitta interna contro il Tambov. Tre punti regalati nella ripresa che lasciano i gialloblu fermi a trenta a pari con il Krasnodar e con un Cska Mosca che continua il suo campionato da montagne russe. Con il Sochi avrebbe dovuto essere una giornata tranquilla e invece è andata per due volte in svantaggio, prima che venissero fuori i talenti Oblyakov e Chalov per il definitivo 2-3. I rossoblu però si dimostrano ancora squadra giovane, immatura e inaffidabile, formata da campioncini che probabilmente caratterizzeranno il prossimo decennio, ma che oggi faticano a trovare una certa continuità.
Lo Zenit dunque è proiettato verso il suo secondo campionato consecutivo, superiore per il valore della rosa, per l’esperienza e per la solidità difensiva. Sono solo otto i centri subiti dai ragazzi di Semak contro addirittura i sedici di Lokomotiv, Cska, Spartak, Ufa e Dinamo al secondo posto come porta meno violata. Il campionato però è ancora lungo e se l’andata è stata entusiasmante, il ritorno può regalare altrettante sorprese.