Forse per parlare della Bundesliga 2006/07, più che dei vincitori, bisognerebbe partire da chi quel campionato lo ha veramente deciso: Alexander Frei ed Ebi Smolarek, duo d’attacco del Borussia Dortmund di quel periodo. I gialloneri erano arrivati a maggio senza poter chiedere nulla, nell’anonimato di metà classifica, giusto qualche mese prima di affidarsi a Klopp e cambiare la storia. Non immaginavano però che si sarebbero tolti una delle soddisfazioni più grandi di sempre: togliere il titolo dalle mani dello Schalke 04, vincendo il Revierderby. E consegnandolo di fatto nelle mani dello Stoccarda, che ha ringraziato e si è messo in bacheca un Meisterschale assolutamente inaspettato.

Rileggendo i nomi che componevano quella squadra, convincersi che sarebbe stata in grado di vincere un campionato è molto difficile, nonostante la quota scudetto piuttosto bassa, come capita(va) in Bundesliga prima del dominio Bayern. Lo Stoccarda chiuse l’anno a 70 punti in 34 partite, davanti di 2 punti allo Schalke. Il sorpasso avvenne proprio alla penultima giornata, con gli ‘svevi’ vincenti a Bochum per 2-3 di rimonta con i goal di Mario Gomez e Cacau. La rimonta non riuscì ai ‘knappen’, sconfitti dai rivali del Dortmund al Westfalenstadion. Ed ecco il sorpasso a fine giornata: Stoccarda 67, Schalke 65. E oltre al danno (siamo arrivati a 61 anni senza un titolo) la beffa di perdere alla penultima giornata contro i rivali storici. Un pomeriggio che ancora pesa per i ‘königsblauen’.

Mario Gomez e Sami Khedira, protagonisti del titolo dello Stoccarda che più degli altri han lasciato il segno nel calcio.

Alla fine il Meisterschale, come detto, lo alzò al cielo di Germania lo Stoccarda, una squadra con giocatori che hanno scritto pagine importanti di storia in Bundesliga ma che non hanno mai raggiunto livelli altissimi. Tranne due: Sami Khedira e Mario Gomez, giocatori il cui curriculum parla a sufficienza. L’attaccante, passato anche dalla Fiorentina, nella città della Mercedes ci è tornato nel gennaio 2018 e ha ripreso a segnare: 13 reti nell’anno solare scorso, una in meno di quelle realizzate in due anni a Firenze e nella stagione del Meisterschale (14 con 7 assist).

Gomez e l’attuale centrocampista della Juventus sono stati gli unici giovani di quella squadra del 2007 che sono riusciti nel grande salto. Sembrava destinato a seguirli Serdar Tasci, difensore centrale classe 1987 (come Khedira) cercato da tutta Europa, ma che scelse la Russia nel 2013 dopo esser stato corteggiato da tutte le big possibili. Attualmente gioca nel Basaksehir, con cui ha appena firmato dopo essersi svincolato dallo Spartak Mosca.

In Turchia ci è passato anche un altro potenziale top player, imprendibile nell’anno del titolo (7 goal), il suo primo in Bundesliga. Roberto Hilbert era arrivato in punta di piedi dal Greuther Fürth e si era imposto come uno dei migliori giocatori di fascia destra. Poi dopo esser arrivato fino in nazionale tedesca (come Tasci) ha scelto il Besiktas nel 2010 finendo fuori dal giro. Tornato in Germania nel 2013, ha iniziato a giocare da terzino destro col Leverkusen prima di tornare nel 2017 proprio al Greuther Fürth, dove ormai, a 34 anni, è ai margini della rosa, tanto da esser spesso aggregato alla seconda squadra.

Sono invece rimasti in Bundesliga – e lo sono tutt’ora, proprio a Stoccarda – Andreas Beck e Christian Gentner. Beck dopo una parentesi al Besiktas è rientrato in Germania, dove si è imposto soprattutto all’Hoffenheim prima di partire per l’estero, tanto da esser cercato da grossi club e sceglier poi la Turchia. Gentner è invece il capitano dello Stoccarda attuale, il settimo per presenze nella storia del club e ancora adesso un giocatore imprescindibile degli ‘svevi’. Dal 1999 ad oggi ha avuto solo una parentesi a Wolfsburg, tre anni con annesso secondo titolo di campione di Germania.

Hanno avuto carriere più di secondo piano gli altri giovani presenti in quella squadra, giocatori che il campo l’hanno comunque visto pochissimo in quella stagione, così come era capitato a Beck: tra gli altri, si segnala Alexander Farnerud, passato anche dal Torino e ora all’Helsingborg, Michael Langer, attuale terzo portiere dello Schalke, Tobias Weis, rimasto per molti anni in Bundesliga, e Bernd Nehrig, oggi al Braunschweig dopo 12 anni divisi tra St. Pauli e Greuther Fürth.

Mario Gomez con il Meisterschale.

Esclusa questa decina, gli altri giocatori della rosa sono tutti ormai lontani dai campi. Compreso Arthur Boka, un’istituzione a Stoccarda, dove è rimasto per 8 anni superando le 200 presenze. Dopo un passaggio al Malaga e al Sion, ora è svincolato da due anni. Un tacito ritiro.

Più clamore ha fatto l’addio di Thomas Hitzlsperger, uno dei migliori centrocampisti tedeschi della sua età (classe 1982), passato anche dalla Lazio per alcuni mesi e con oltre 50 presenze in nazionale. Si è ritirato dopo una lunga serie di infortuni a soli 31 anni e poche settimane dopo ha dichiarato la sua omosessualità. Oggi è membro della presidenza dello Stoccarda, è diventato un esempio nella lotta all’omofobia nel calcio e lavora in televisione come opinionista.

Con lui a centrocampo c’era Pavel Pardo, leggenda del calcio messicano che in Europa ha vissuto soltanto i due anni e mezzo di Stoccarda. Nella stagione 2006/07 saltò soltanto una partita di campionato: per Veh era forse l’unico, vero imprescindibile in campo, l’insostituibile davanti alla difesa. Ha chiuso la carriera con i Chicago Fire, dopo esser tornato nel suo Club América. Percorso simile ha fatto anche Ricardo Osorio, terzino destro connazionale di Pardo e titolare in quella formazione, che si è diviso tra Cruz Azul, Stoccarda e Monterrey.

Il reparto offensivo era invece composto da altri tre giocatori, oltre a Gomez, con un avvicendamento a gennaio. Il colosso svizzero Marco Streller, attaccante di quasi 2 metri che ha scritto pagine di storia col Basilea, club di cui adesso è direttore sportivo; da Jon-Dahl Tomasson fino a gennaio, l’ex Milan attuale vice-allenatore della Danimarca, e da gennaio in poi da Benjamin Lauth, icona del Monaco 1860 passato anche dall’Amburgo.

Soprattutto, però, il vero simbolo di quello Stoccarda: Cacau. In top 10 per presenze nella storia del club, quarto miglior marcatore di sempre, 11 anni alla Mercedes-Benz Arena, arrivato fino alla nazionale tedesca con cui ha disputato il Mondiale 2010. Dopo un breve passaggio in Giappone, per chiudere la carriera nel 2016 è tornato a giocare con la seconda squadra dello Stoccarda. Più di una leggenda del club, con i suoi 109 goal, 13 dei quali nell’anno del titolo. Oggi compare ogni tanto da opinionista televisivo e vive a Stoccarda, ormai casa sua.

Cacau, leggenda dello Stoccarda e protagonista del titolo del 2007.

Leggenda del club è anche Timo Hildebrand, il portiere di quella squadra. Uno dei migliori di Germania nel suo ruolo, prima di scegliere di trasferirsi al Valencia. Ha giocato anche con Hoffenheim, Schalke ed Eintracht, prima di ritirarsi nel 2015. Ha toccato quota 300 partite in Bundesliga, dopo il ritiro è diventato socio di una catena di supermercati per vegani, seguendo il suo credo alimentare.

Davanti a lui, oltre a Tasci, due elementi simbolo. Il portoghese Fernando Meira, capitano della squadra, l’uomo che ha sollevato il Meisterschale al cielo di Stoccarda, e Mathieu Delpierre, francese adottato dalla Bundesliga. Il portoghese si è ritirato nel 2012 dopo essere passato da Zenit, Galatasaray e Real Saragozza, mentre Delpierre dopo una parentesi all’Hoffenheim è andato in Australia per chiudere col calcio nel 2016.

Hanno continuato nel calcio Ludovic Magnin e Daniel Bierofka, gli uomini di fascia sinistra (il primo in difesa e l’altro a centrocampo), diventati entrambi allenatori dei club con cui si sono ritirati: lo Zurigo per il terzino svizzero, il Monaco 1860 (di cui è stato punto fermo dal 2007 al 2015) l’esterno, che aveva anche esordito in Nazionale nei primi anni 2000. Niente panchina, ma un passaggio al Borussia Dortmund tra i 32 e i 34 anni con un altro Meisterschale in bacheca per Antonio da Silva, indimenticabile fantasista brasiliano che in Germania ha lasciato il segno.

Con loro, un trio di veterani da 4 minuti totali. Il portiere Heinen e il terzino Gerber, entrambi a fine carriera, quest’ultimo ora allenatore dell’under16 degli Svevi e mai utilizzati. Più Silvio Meißner, 230 presenze con gli svevi, andato in prestito a metà stagione al Kaiserslautern e oggi procuratore.

In ultimo, Markus Babbel: il veterano per eccellenza di quella squadra, allo Stoccarda per chiudere la carriera dopo l’esperienza in Premier League. Oggi allena in Australia dopo averci provato in Germania, con Stoccarda, Hoffenheim ed Hertha con risultati altalenanti. È stato prima di tutto allievo di Armin Veh, l’allenatore di quella squadra, un’istituzione della Bundesliga che ha fatto grandi cose anche a Francoforte con l’Eintracht. Dopo un altro passaggio poco fortunato a Stoccarda e ancora meno con l’Eintracht, oggi è amministratore della parte sportiva del Colonia. Il suo capolavoro rimane comunque il titolo del 2007, contro buona parte delle previsioni.