Le frizioni tra Gian Piero Gasperini e Ricky Massara non rappresentano un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di un rapporto mai realmente decollato. Le incomprensioni tra l’allenatore della Roma e il direttore sportivo giallorosso affiorano già dalla scorsa estate, quando le strategie di mercato hanno iniziato a divergere in modo evidente.
Una frattura mai sanata: le tensioni tra Gasperini e Massara
Gasperini aveva indicato profili ben precisi per modellare la squadra secondo i suoi principi tattici, ma alcune operazioni non sono mai arrivate a compimento, o non ancora, alimentando comunque malumori rimasti sotto traccia per mesi. Il tecnico piemontese, ben noto ai direttori sportivi per il suo approccio diretto e poco incline ai compromessi, ha manifestato insoddisfazione per una rosa ritenuta incompleta, soprattutto nel reparto offensivo. Dall’altra parte, Massara ha dovuto muoversi all’interno di vincoli economici stringenti e valutazioni tecniche che non sempre coincidevano con le richieste dell’allenatore. Una distanza che, complici risultati altalenanti e un calendario sempre più fitto, si è trasformata in una tensione difficile da ignorare.
Visioni contrapposte: le richieste del tecnico e i limiti del club
Alla base dello scontro c’è una diversa interpretazione delle priorità . Per Gasperini è indispensabile intervenire sul mercato con particolare attenzione agli attaccanti. Massara, invece, è chiamato a garantire l’equilibrio economico del club in un momento delicato. La Roma è sotto osservazione UEFA per il Fair Play Finanziario, un fattore che impone una logica precisa: ogni nuovo arrivo deve essere compensato da una cessione. Una condizione che rallenta le trattative, aumenta le complessità e rende impossibile soddisfare tutte le richieste in tempi rapidi. Il direttore sportivo ha quindi privilegiato operazioni sostenibili, anche a costo di scontentare l’allenatore, nel tentativo di proteggere il futuro finanziario della società .
Il vertice di Trigoria e lo scenario a breve termine
Il punto di svolta è arrivato con il summit di Trigoria, al quale hanno partecipato Gasperini, Claudio Ranieri e Ryan Friedkin. Assente Dan Friedkin, Massara fuori sede per portare avanti alcune operazioni di mercato, sia in entrata che in uscita. Ranieri ha svolto un ruolo chiave cercando di ricucire uno strappo che rischiava di diventare ingestibile. La proprietà ha ribadito la disponibilità a intervenire sul mercato, ribadendo però i limiti imposti dal controllo finanziario UEFA. In parallelo, il club sta lavorando per sbloccare alcune cessioni utili a finanziare nuovi innesti. Il clima, è più disteso, ma le prospettive immediate della Roma restano legate all’evoluzione del mercato. La sensazione è che il summit abbia evitato una rottura, senza cancellare del tutto le divergenze..
