Il pareggio contro il Napoli lascia in dote all’Inter una classifica rassicurante, ma ancora una volta, nel momento della verità, i nerazzurri non riescono a imporsi contro una diretta concorrente e mostrano fragilità che rischiano di pesare nel lungo periodo. Nerazzurri in vetta, ma le prestazioni raccontano una realtà meno solida.
Inter-Napoli: un pareggio che ridimensiona le ambizioni
Il 2-2 maturato contro il Napoli non è un semplice incidente di percorso. È l’ennesima conferma di un dato ormai strutturale: l’Inter fatica negli scontri diretti. Due volte avanti, due volte raggiunta, con reti subite in situazioni evitabili e una gestione dei momenti chiave tutt’altro che autoritaria. Il gol di McTominay, arrivato con una dinamica che ha sorpreso la retroguardia, è l’emblema di una squadra che nei big match perde lucidità. Il Napoli dà la sensazione di maggiore compattezza. Più pronto a soffrire, mentre l’Inter continua a pagare una certa fragilità mentale quando il livello dell’avversario si alza. Il +4 in classifica resta un cuscinetto importante, ma il mancato allungo lascia spazio a interrogativi profondi sulle reali ambizioni scudetto.
Chivu senza alternative a destra
Cristian Chivu naviga a vista, soprattutto sulla corsia destra. L’assenza di un vero terzino di ruolo ha obbligato il tecnico a soluzioni forzate. Luis Henrique è diventato una scelta obbligata più che tecnica: contro il Napoli ha collezionato la decima presenza consecutiva da titolare, un dato che racconta meglio di qualsiasi parola l’attuale emergenza. Il brasiliano ha corsa e applicazione, ma mostra limiti evidenti nella continuità e nella lettura difensiva. Chivu lo sa, ma non ha alternative credibili. Il mancato arrivo di un profilo come Cancelo ha chiuso definitivamente ogni spiraglio su un rinforzo immediato di alto livello. La realtà è chiara: l’Inter non può aspettarsi risposte dal mercato invernale, e l’allenatore è costretto a gestire le energie di un gruppo già al limite.
Mercato di gennaio bloccato: l’Inter punta tutto sull’estate
Il motivo di un gennaio senza fuochi d’artificio è principalmente strategico. La dirigenza nerazzurra non intende investire cifre importanti in un mercato povero di opportunità reali. Gli unici profili monitorati sono un difensore centrale duttile e un esterno destro esperto, ma solo a condizioni estremamente favorevoli. La vera rivoluzione è rimandata a giugno. A fine stagione diversi contratti giungeranno a scadenza e il club dovrà affrontare numerosi addii. Per questo motivo l’obiettivo attuale è contenere i costi, preservando risorse per un’estate che si preannuncia intensa. Il sacrificio del presente servirà a costruire il futuro. Nel frattempo, Chivu dovrà continuare a convivere con i limiti della rosa, sperando che la classifica resti un’alleata fino alla svolta estiva.
