Il giudice sportivo ferma il tecnico azzurro per proteste e frasi offensive verso gli arbitri: niente panchina contro Parma e Sassuolo, con multa da 15.000 euro.
Antonio Conte dovrà restare lontano dalla panchina per due turni: è questa la decisione del giudice sportivo dopo quanto accaduto durante Inter-Napoli. Non solo squalifica: al tecnico del Napoli – come riferisce anche alanews.it – è stata inflitta anche un’ammenda da 15.000 euro, segnale netto su un episodio considerato oltre la normale “pressione da partita”.
Tradotto in calendario: Conte non guiderà la squadra nel recupero contro il Parma di mercoledì 14 gennaio 2026 e nella successiva gara di campionato contro il Sassuolo di sabato 17 gennaio 2026. Due appuntamenti ravvicinati in cui, più che l’assenza fisica, pesa l’assenza del “regista emotivo” della squadra: perché Conte, piaccia o meno, è anche ritmo, tensione, messaggio continuo alla partita.
Cosa è successo: proteste, espulsione e tensione nel tunnel
Il provvedimento nasce da una sequenza precisa di comportamenti contestati: durante il secondo tempo Conte avrebbe rivolto espressioni ingiuriose agli ufficiali di gara; dopo l’espulsione la situazione sarebbe degenerata con una reazione plateale (tra cui il calcio a un pallone) e un confronto ritenuto intimidatorio nei confronti del quarto ufficiale, prima di essere allontanato grazie all’intervento dei dirigenti.
Il punto, però, è che la storia non si sarebbe chiusa a bordo campo. Nel tunnel che porta agli spogliatoi, secondo quanto riportato negli atti, il tecnico avrebbe continuato con frasi offensive rivolte alla squadra arbitrale. È anche questo “secondo tempo” lontano dalle telecamere principali che spesso fa la differenza nei referti: non l’adrenalina del momento, ma la persistenza dell’atteggiamento.
Due partite senza Conte: cosa cambia per il Napoli
Il Napoli dovrà gestire due partite in pochi giorni senza il suo allenatore in panchina. In termini pratici non significa “squadra allo sbando”: lo staff prepara comunque gara e piano-partita, e durante il match il lavoro passa al vice con comunicazioni consentite e procedure ormai rodate.
Ma chi segue Conte sa che la sua influenza non è solo tattica: è gestione dei dettagli, energia continua, pressione psicologica sull’evento. E in un tratto di stagione in cui ogni punto pesa, perdere quel tipo di guida può incidere anche sul modo in cui la squadra interpreta i momenti-chiave: dalla reazione a un episodio arbitrale, alla lucidità dopo un gol preso, fino alla capacità di restare dentro la partita quando sale la temperatura.
Il caso Conte e il confine sottile tra proteste e sanzioni
Nel calcio italiano la protesta fa parte del teatro, e nessuno finge il contrario. Il confine, però, si sposta quando le parole diventano insulti e quando la condotta viene considerata intimidatoria o reiterata, soprattutto dopo l’espulsione e fuori dal campo. È lì che scatta la logica disciplinare: non “punire il carattere”, ma fermare un comportamento che – da referto – viene letto come lesivo per il rispetto degli ufficiali di gara.
La squalifica di due giornate è un messaggio anche al contesto: l’episodio di Inter-Napoli diventa un promemoria per tutti, allenatori compresi, su quanto sia stretto oggi lo spazio tra tensione agonistica e sanzione piena. E per il Napoli, oltre alla multa e allo stop, resta un fatto semplice: due partite senza Conte, con l’obbligo di non trasformare l’assenza in alibi.
