La Juventus di Luciano Spalletti manda un segnale forte al campionato. Il 5-0 contro la Cremonese non è solo una vittoria larga, ma un manifesto tecnico e mentale di una squadra che ha cambiato pelle e ora guarda in alto senza più timori. Numeri, classifica e atteggiamento raccontano di una Juventus rigenerata, capace di inserirsi con autorevolezza nella corsa ai vertici.
Vittoria storica: la Juventus travolge la Cremonese 5-0
All’Allianz Stadium va in scena una serata destinata a entrare negli archivi. La Juventus batte la Cremonese 5-0 con un dominio totale, chiudendo il match in poco più di sessanta minuti e regalando ai tifosi una prestazione che mancava da anni per intensità e produzione offensiva. Secondo le rilevazioni statistiche, i bianconeri tornano a realizzare cinque gol in una singola partita di Serie A dopo quasi otto anni, interrompendo un lungo digiuno che raccontava di una squadra spesso pragmatica ma raramente devastante. Contro la Cremonese, invece, la Juventus non si è limitata a controllare: ha imposto ritmo, aggressività e qualità, continuando ad attaccare anche a risultato ampiamente acquisito. Un segnale chiaro al campionato e alle dirette concorrenti.
L’effetto Spalletti: numeri, continuità e classifica
La mano di Luciano Spalletti è ormai evidente. Dal suo arrivo, la Juventus ha cambiato passo in maniera radicale, trasformandosi in una squadra costante e altamente competitiva. I numeri parlano chiaro: 24 punti conquistati in 11 partite, con sette vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Ancora più impressionante il rendimento recente, con 16 punti ottenuti nelle ultime sei gare di Serie A. In classifica, la Juventus ha completato una rimonta che fino a poche settimane fa sembrava improbabile. I bianconeri hanno agganciato il gruppo delle inseguitrici di vertice e ora si trovano a ridosso di Milan e Inter, mantenendo un ritmo da prima fascia. Solo l’Inter ha fatto meglio nello stesso arco temporale.
Nuova mentalità Juve: ora lo scudetto non è un tabù
Oltre ai numeri, ciò che colpisce è il cambio di mentalità. Spalletti ha restituito solidità difensiva, ma soprattutto ha dato identità e continuità a una squadra che in passato viveva di strappi. Questa Juventus non gestisce più, ma cerca di chiudere le partite, di dominare, di imporre il proprio gioco. L’approccio offensivo, la pressione alta e la capacità di colpire con più interpreti raccontano di una squadra libera mentalmente e consapevole della propria forza. La Juventus segna di più, concede meno e, soprattutto, trasmette la sensazione di poter battere chiunque. Per questo, parlare di scudetto non è più un esercizio teorico. Il calendario proporrà presto scontri diretti decisivi, ma la sensazione è che la Juve ci arrivi con una convinzione nuova.
