La vittoria di misura contro il Lecce certifica ciò che era ormai evidente da settimane: l’Inter è campione d’inverno e chiude il girone d’andata davanti a tutte. Dopo venti giornate di campionato, i nerazzurri guidano la classifica con 46 punti, frutto di continuità, equilibrio tattico e una solidità che ha pochi eguali in Serie A.
Inter, solidità e leadership
Un primato che va oltre il simbolismo e che assume un peso specifico notevole nella corsa allo scudetto. La squadra ha dimostrato di saper vincere in modi diversi: dominando, soffrendo, adattandosi alle difficoltà. Il successo contro il Lecce ne è l’esempio più recente, una gara sporca ma gestita con maturità, segno di una mentalità ormai consolidata. L’Inter ha trovato una propria identità chiara, basata su organizzazione, intensità e una rosa in grado di offrire soluzioni alternative anche nei momenti più complessi della stagione. Il titolo di campione d’inverno non assegna trofei, ma storicamente rappresenta un indicatore importante. E i numeri confermano che l’Inter, oggi, è la squadra da battere.
La rivincita di Chivu: meglio di Conte
Gran parte del merito va attribuito a Cristian Chivu, protagonista di una vera e propria rivincita personale. Il suo arrivo aveva suscitato perplessità diffuse, soprattutto per il confronto inevitabile con tecnici più affermati. A distanza di mesi, però, la risposta del campo è stata netta. Con 46 punti dopo 20 giornate, Chivu ha fatto meglio di Antonio Conte in due stagioni di riferimento. Nel 2022/2023, il Napoli che avrebbe poi conquistato il titolo viaggiava a quota 40 punti allo stesso punto del torneo. Negli ultimi otto campionati, solo poche squadre hanno fatto meglio a metà stagione: l’Inter di Simone Inzaghi 2023/2024. Un dato che rafforza il valore del lavoro svolto da Chivu. La sua Inter non è solo efficace, ma anche credibile.
Pio Esposito, risposta sul campo alle critiche
Rivincita anche per Pio Esposito. Anche il giovane attaccante è stato giudicato prematuramente e criticato con superficialità. Eppure, il campo racconta un’altra realtà. Esposito ha mostrato crescita costante, spirito di sacrificio e un impatto che va ben oltre i numeri. Il suo lavoro spalle alla porta, la capacità di creare spazi, l’intelligenza nei movimenti e la disponibilità al gioco collettivo hanno rappresentato un valore aggiunto per l’Inter, anche con un minutaggio limitato. Il gol decisivo contro il Lecce assume così un significato simbolico: non solo tre punti, ma una risposta concreta a chi aveva frettolosamente emesso sentenze. In un contesto competitivo e ambizioso, Pio Esposito sta costruendo passo dopo passo la propria legittimazione ad alto livello.
