Brahim Díaz entra nella storia del calcio dalla porta sbagliata. La finale della Coppa d’Africa si è trasformata, nei minuti conclusivi dei tempi regolamentari, in uno spettacolo di caos e tensione senza precedenti. La decisione dell’arbitro, maturata dopo un lunghissimo controllo al VAR e culminata con l’assegnazione di un rigore al Marocco oltre il novantesimo, ha fatto esplodere la rabbia del Senegal.
La protesta senza precedenti del Senegal dopo la decisione arbitrale
I calciatori in maglia verde hanno circondato il direttore di gara, dando vita a proteste violente, spintoni e discussioni sempre più accese. Il clima è rapidamente degenerato quando diversi giocatori senegalesi hanno deciso di abbandonare il terreno di gioco, dirigendosi verso gli spogliatoi in segno di aperta ribellione. Una scelta estrema, figlia dell’indignazione, che ha rischiato di compromettere l’intero futuro sportivo della nazionale. Sugli spalti si sono vissuti attimi di disordine, con alcuni tifosi entrati in campo, mentre lo stadio è rimasto sospeso per lunghi minuti in una dimensione irreale, con la partita interrotta e l’esito della finale improvvisamente avvolto dall’incertezza.
La scelta sbagliata di Brahim Díaz
L’ordine è stato faticosamente ristabilito e il Senegal, richiamato alla ragione, è tornato in campo. Dove tutta la pressione si è concentrata su Brahim Díaz. Il talento marocchino, già in difficoltà per larghi tratti dell’incontro, ha deciso comunque di assumersi la responsabilità del tiro dal dischetto. Una decisione che si è rivelata drammatica. In un contesto carico di nervosismo e tensione emotiva, Díaz ha optato per una soluzione tanto ambiziosa quanto fuori luogo: un rigore calciato cercando il cucchiaio. Il pallone, lento e centrale è finito docile fra le braccia di Edouard Mendy, rimasto freddo e perfettamente in equilibrio. L’errore del numero dieci ha avuto un impatto immediato e devastante: il suo sguardo perso nel vuoto ha raccontato più di mille parole.
Supplementari epici e trionfo storico del Senegal
Nei tempi supplementari, la partita ha assunto i contorni di un racconto epico, culminato nella consacrazione definitiva del Senegal. Liberati dalla tensione e spinti da un profondo senso di rivalsa, i Leoni della Teranga hanno trovato il vantaggio con una giocata straordinaria di Pape Gueye, capace di colpire dalla distanza con un tiro potente e preciso che non ha lasciato scampo a Bounou. Il pallone si è inflato sotto l’incrocio dei pali. Da quel momento il Marocco ha tentato un assalto disperato, ma il Senegal è riuscito a soffrire e resistere fino all’ultimo istante quando . Al fischio finale, tra stanchezza e incredulità, il Senegal centra una vittoria storica, maturata in una delle finali più folli, drammatiche e indimenticabili che la Coppa d’Africa abbia mai vissuto.
