L’Inter di Cristian Chivu esce dal confronto con l’Arsenal con una sconfitta che pesa oltre il risultato finale. Contro quella che oggi viene unanimemente considerata una delle squadre più complete del panorama europeo, i nerazzurri hanno mostrato impegno e personalità, ma anche limiti evidenti sul piano tecnico e strutturale. Per Chivu, la sfida ora è duplice: ritrovare solidità mentale e costruire una squadra capace non solo di reggere l’urto, ma anche di imporsi contro avversari di primo piano. Senza questo salto di qualità, il rischio è che l’Inter resti intrappolata in una dimensione competitiva inferiore rispetto alle reali ambizioni del club.
Chivu, sconfitta che ridimensiona le ambizioni europee
Inter – Arsenal lascia in eredità una formazione ordinata e volenterosa, ma raramente in grado di incidere davvero nei momenti chiave del match. La differenza di ritmo, qualità nel palleggio e capacità di gestione della pressione, anche dal punto di vista emotivo, è apparsa chiara fin dalle prime battute. L’Arsenal, imbottita di riserve, ha controllato il gioco senza dover forzare, sfruttando al meglio le lacune dell’Inter soprattutto nelle transizioni e nella fase offensiva. Nonostante un atteggiamento propositivo, la squadra di Cristian Chivu non è riuscita a creare occasioni realmente pericolose, finendo per subire una sconfitta quasi inevitabile e che fotografa lo stato attuale del progetto europeo nerazzurro.
La qualificazione diretta agli ottavi è a rischio
Il ko contro i Gunners ha conseguenze pesanti anche in termini di classifica di Champions League. I risultati maturati sugli altri campi hanno infatti complicato ulteriormente il cammino dell’Inter, che scivola fuori dalla zona di qualificazione diretta agli ottavi di finale, ritrovandosi in una posizione che costringe ora a guardare con preoccupazione alle ultime giornate. Il passaggio diretto agli ottavi di finale, obiettivo che sembrava alla portata, non dipende più soltanto dai risultati dei nerazzurri. Anche una vittoria nell’ultima sfida contro il Borussia Dortmund, peraltro affatto scontata, potrebbe non essere sufficiente, rendendo quanto mai probabile il playoff. Uno scenario che allunga il percorso europeo, aumenta i rischi e complica la gestione delle energie.
Inter, contro le big emergono limiti strutturali e mentali
Alla luce dei fatti, a Chivu non resta che sperare nel miracolo. Anche perché il ko con i gunners si inserisce in un quadro ormai chiaro: l’Inter fatica sistematicamente contro le grandi squadre. In Champions League sono arrivati stop contro Liverpool, Atlético Madrid e ora Arsenal. Film già visto anche nei big match contro Milan, Napoli e Juventus. Il problema sembra andare oltre il singolo episodio o l’emergenza di giornata. Nei confronti diretti ad alto livello, la squadra appare meno lucida, meno incisiva e spesso incapace di alzare l’intensità nei momenti decisivi. A emergere è una fragilità che può essere letta in due direzioni: una difficoltà tattica nel preparare partite di questo calibro o un limite qualitativo che impedisce di competere alla pari con le migliori.
