Juventus, la rosa di Spalletti ha ancora dei limiti

Luciano Spalletti, Juventus

Luciano Spalletti, Juventus Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Febbraio 6, 2026

L’avventura della Juventus in Coppa Italia si interrompe nuovamente ai quarti di finale. La sconfitta maturata a Bergamo contro l’Atalanta certifica l’ennesima eliminazione anticipata dei bianconeri, un epilogo che lascia scorie pesanti sotto il profilo sportivo e mentale.

Juventus a Bergamo arriva un’altra delusione

Per il secondo anno consecutivo, la Coppa Italia si conferma un obiettivo mancato. La Juventus aveva approcciato la gara con personalità e intensità. La mancanza di precisione negli ultimi metri, però, ha impedito alla squadra di capitalizzare quanto prodotto. A indirizzare l’incontro è stato un calcio di rigore concesso all’Atalanta: una decisione discutibile sul piano dell’interpretazione, ma corretta secondo il regolamento. Nella seconda frazione di gioco, la Juve ha continuato a gestire il possesso senza riuscire a trovare la giocata decisiva. L’Atalanta, solida e organizzata, ha difeso con ordine il vantaggio, portando a casa una qualificazione costruita su pragmatismo ed equilibrio tattico. Il 3-0 finale, un po’ bugiardo rispetto a quanto visto in campo, apre comunque interrogativi.

I limiti della rosa della Juventus di Luciano Spalletti

L’eliminazione rappresenta l’ennesimo segnale delle difficoltà strutturali della rosa della Juventus guidata da Luciano Spalletti. Nonostante un’idea di gioco riconoscibile, la squadra paga l’assenza di elementi capaci di spostare gli equilibri nei momenti chiave. I titolari non garantiscono la dovuta continuità di rendimento, le riserve non offrono un contributo all’altezza quando chiamate in causa. Anche a Bergamo, i cambi effettuati da Spalletti non hanno prodotto l’effetto sperato, confermando una profondità di rosa ancora insufficiente per affrontare più competizioni. Alcuni soffrono il peso della maglia della Juventus, altri appaiono ancora fuori contesto rispetto alle richieste tattiche dell’allenatore. Una cronica difficoltà che resta uno dei principali limiti di una squadra che costruisce, ma non punisce.

Le prospettive dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia

Con la Coppa Italia ormai alle spalle, la Juventus è chiamata a concentrare tutte le energie su campionato e Champions League. L’eliminazione, seppur dolorosa, potrebbe alleggerire il calendario e consentire una gestione più mirata delle risorse fisiche e mentali. Dal punto di vista progettuale, il lavoro di Luciano Spalletti resta comunque incoraggiante. La squadra ha acquisito una propria identità, prova a comandare le partite e mostra principi di gioco chiari. Ciò che manca è il definitivo salto di qualità. Per tornare realmente competitiva, la Juventus dovrà colmare il divario tra prestazioni e risultati, ritrovando fiducia, incisività e solidità nei momenti decisivi. Il percorso è tracciato, ma le prospettive dipenderanno dalla capacità del gruppo di trasformare il potenziale in certezze.

 

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