Juventus, ci risiamo: a Spalletti mancano i gol del centravanti

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Febbraio 9, 2026

La Juventus evita la sconfitta nel finale contro la Lazio, ma il 2-2 maturato all’Allianz Stadium lascia sensazioni contrastanti. Da una parte il carattere, la reazione e la capacità di non arrendersi; dall’altra l’ennesima conferma di un limite strutturale che continua a condizionare il rendimento bianconero: l’assenza di un vero uomo gol.

La rimonta della Juventus: gol senza centravanti

Il pareggio contro la Lazio nasce da una rimonta costruita con determinazione e intensità, ma anche con soluzioni tutt’altro che ortodosse. La Juventus recupera due reti grazie ai colpi di testa di Weston McKennie e Pierre Kalulu, giocatori che, per ruolo e caratteristiche, non rappresentano il terminale offensivo ideale di una squadra che ambisce a vincere. Il dato è emblematico: ancora una volta, la Juve segna senza il contributo decisivo degli attaccanti. Il forcing finale, fatto di cross, pressione costante e palloni messi in area, ha premiato lo spirito del gruppo più che una reale efficacia offensiva. La rimonta ha evitato una sconfitta pesante, ma non cancella l’impressione di una squadra costretta a cercare soluzioni alternative per mascherare lacune evidenti.

I numeri: dominio statistico, ma manca l’uomo gol

Analizzando i dati, il pareggio Juve-Lazio appare ancora più paradossale. I bianconeri hanno controllato il match sotto ogni aspetto: possesso palla superiore al 60%, oltre 600 passaggi completati e una produzione offensiva nettamente più elevata rispetto agli avversari. I tiri totali raccontano di una partita a senso unico: 34 conclusioni complessive, con 9 nello specchio della porta. Gli Expected Goals superano quota 2,5, a fronte di un valore decisamente inferiore della Lazio. Anche il dato sulle parate dei portieri evidenzia lo squilibrio del confronto. Eppure, a fronte di questa mole di gioco, la Juventus segna solo due volte e lo fa con difensori e centrocampisti. Un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

Mercato e futuro: la costruzione della squadra

In questo contesto, la campagna acquisti della Juventus diventa un passaggio decisivo non solo per il futuro tecnico del club, ma anche per la permanenza di Luciano Spalletti. Il tecnico ha più volte ribadito un concetto chiaro: la Juventus deve scendere in campo sempre per vincere, e per farlo servono giocatori funzionali alla sua idea di calcio. Non si tratta di accumulare campioni o inseguire nomi altisonanti, ma di individuare profili precisi, a partire da un centravanti capace di dare peso, continuità e concretezza alla manovra offensiva. La dirigenza è chiamata a dimostrare coerenza progettuale, trasformando le indicazioni tecniche in scelte di mercato mirate, colmare le lacune evidenti, offrire a Spalletti una rosa all’altezza delle sue ambizioni.

 

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