Inter e Juventus è destinata a non essere mai una partita come le altre. E, come tradizione da anni, anche l’ultima edizione del derby d’Italia è stata segnata da un episodio destinato a far discutere a lungo. Protagonisti Alessandro Bastoni e Pierre Kalulu, coinvolti in un’azione che ha portato all’espulsione del difensore bianconero e acceso il dibattito su arbitraggio e protocollo VAR.
Bastoni-Kalulu, episodio chiave: la scelta di La Penna
Siamo nel finale del primo tempo quando Bastoni intercetta un pallone e tenta la progressione. Kalulu prova a intervenire per interrompere l’azione. Il centrale nerazzurro cade a terra e l’arbitro Federico La Penna estrae il cartellino giallo nei confronti del difensore juventino. Si tratta della seconda ammonizione: scatta automaticamente il cartellino rosso. Le immagini televisive, però, sollevano dubbi sulla reale entità del contatto. Molti osservatori ritengono che il tocco sia stato inesistente o comunque insufficiente per giustificare il provvedimento disciplinare. In questa ricostruzione alternativa, sarebbe stato Bastoni a rischiare per simulazione, con possibile secondo giallo e conseguente espulsione.
Perché il VAR non è intervenuto: cosa dice il regolamento
Il caso Bastoni-Kalulu riapre così la discussione sulla gestione arbitrale nei big match di Serie A. Uno dei punti più controversi dell’episodio tra Bastoni e Kalulu riguarda il mancato intervento del VAR. Molti tifosi si sono chiesti perché la sala di Lissone non abbia richiamato l’arbitro per una revisione al monitor. La risposta è nel protocollo IFAB, che disciplina l’utilizzo della tecnologia. Il Video Assistant Referee può intervenire esclusivamente in quattro circostanze: gol o annullamento di gol, rigore o mancato rigore, scambio di persona ed espulsione diretta. Nel caso di Kalulu non si è trattato di un rosso diretto, ma di una seconda ammonizione. E proprio su questo punto il regolamento è chiaro: il VAR non può intervenire in situazioni che riguardano il doppio giallo.
Protocollo VAR verso la modifica dopo il caso
Di conseguenza, anche qualora le immagini avessero evidenziato un errore evidente nella valutazione del contatto, il VAR non aveva margine operativo per suggerire una “on field review”. L’arbitro resta l’unico responsabile della decisione disciplinare in questi casi. Questo limite regolamentare crea un paradosso: un errore potenzialmente determinante può essere visibile a tutti, ma non sanabile attraverso la tecnologia. Ecco perché quanto avvenuto in Inter-Juventus potrebbe accelerare una riflessione già in corso ai vertici arbitrali. È infatti allo studio un aggiornamento del protocollo VAR che consentirebbe l’intervento anche nei casi di seconda ammonizione decisiva per l’espulsione.
