Juventus travolta a Istanbul: Spalletti, la coperta è corta

Luciano Spalletti allenatore della Juventus

Luciano Spalletti allenatore della Juventus Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Febbraio 18, 2026

La notte di Istanbul lascia un segno profondo nel cammino europeo della Juventus di Luciano Spalletti. Il 5-2 incassato sul campo del Galatasaray non è soltanto una battuta d’arresto pesante nel punteggio, ma una fotografia impietosa delle difficoltà strutturali che accompagnano i bianconeri nelle competizioni continentali.

Juventus travolta a Istanbul: l’analisi della sconfitta

Il risultato, oltre a complicare la corsa alla qualificazione in Champions League, rilancia interrogativi sul reale livello della rosa messa a disposizione di Luciano Spalletti. Il 5-2 contro il Galatasaray racconta di una squadra fragile nella gestione dei momenti chiave. La pressione alta dei turchi, unita alla scarsa lucidità nelle uscite difensive, ha generato una serie di errori che hanno indirizzato l’incontro. La sensazione è che il crollo sia stato mentale prima ancora che tattico: una volta sotto nel punteggio, i bianconeri non sono riusciti a ricompattarsi né a rallentare l’inerzia negativa. Recuperare tre reti di scarto non è impossibile, ma servirà una prova radicalmente diversa per ribaltare un passivo che pesa sull’autostima del gruppo.

Spalletti e il rebus della coperta corta

La serataccia di Istanbul, potrebbe segnare, intanto, un primo spartiacque: Luciano Spalletti potrebbe tornare alla difesa a tre, sebbene il modulo non lo entusiasmi, né sia aderente alla sua proposta di gioco. È vero che la Juventus, con tre difensori, non ha mai subito imbarcate, ma è altrettanto innegabile come abbia faticato, e neanche poco, a trovare la via della rete. In dodici partite, 9 gol subiti e 19 realizzati. Con il 4-2-3-1, al netto del cambio degli interpreti dovuti alle contingenze, sono 24, le reti messe a segno.  Quasi il doppio. La tendenza però, riguarda anche quelli subiti, specie nell’ultimo periodo: nelle ultime quattro partite la Juve ha incassato la bellezza di tredici gol. I numeri non mentono: la coperta è corta.

Ennesima ricostruzione: scelte decisive in vista

Ecco perché attribuire tutto alla guida tecnica sarebbe riduttivo. Il tema centrale riguarda la qualità complessiva della rosa, la personalità nei contesti internazionali e la capacità di gestire le pressioni esterne. Spalletti è chiamato a ricostruire identità, equilibrio tattico e solidità mentale. Serve tempo, ma anche interventi mirati sul mercato per colmare il divario con le principali potenze continentali. Il ko contro il Galatasaray non è soltanto un episodio negativo: è un segnale chiaro delle sfide che attendono la Juventus. Per tornare competitiva in Champions League, il club dovrà affrontare un percorso di crescita che coinvolge dirigenza, area tecnica e scelte determinanti per il futuro di un club che non riesce da troppo tempo ad imporsi in Europa.

 

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