La serata di campionato a Lecce si è trasformata in un banco di prova emotivo per Alessandro Bastoni. Fin dai primi palloni toccati dal difensore dell’Inter, dallo stadio Stadio Via del Mare si è alzato un coro assordante di fischi. Una contestazione continua, martellante, senza pause, che ha accompagnato ogni intervento del centrale nerazzurro per tutti i novanta minuti della sfida vinta 2-0 contro il Lecce.
Bastoni, accoglienza rovente al Via del Mare
All’origine della protesta c’è l’episodio del turno precedente contro la Juventus, quando un contatto del difensore dell’Inter con Pierre Kalulu aveva portato all’espulsione del difensore bianconero dopo la decisione dell’arbitro Federico La Penna. Una giocata giudicata da molti come accentuata, capace di incidere sull’equilibrio del match e di accendere un acceso dibattito mediatico. Al Via del Mare il pubblico ha scelto di esprimere il proprio dissenso in modo inequivocabile. Ogni tocco di palla del difensore è stato accompagnato da una pioggia di fischi, con picchi ancora più forti quando Bastoni si è avvicinato alla linea laterale sotto la tribuna. Un clima teso, che ha reso evidente come la polemica fosse tutt’altro che sopita.
La risposta del difensore e della panchina nerazzurra
Nei giorni precedenti alla gara, il difensore aveva espresso pubblicamente il rammarico per quanto accaduto, prima dell’impegno europeo contro il Bodø/Glimt. Scuse che evidentemente non sono bastate. Di fronte a un’accoglienza così ostile, Bastoni ha optato per la sobrietà. Nessuna reazione plateale, nessuna provocazione verso gli spalti, atteggiamento volto a evitare ulteriori tensioni e a mantenere la lucidità in un contesto complesso. Dalla panchina, però, la pressione si è fatta sentire. Il viceallenatore Aleksandar Kolarov si è voltato verso la tribuna invitando i tifosi a calmarsi, in un gesto istintivo di protezione nei confronti del giocatore. Anche l’allenatore Cristian Chivu è intervenuto personalmente, avvicinando Bastoni nei momenti più delicati per parlargli e sostenerlo.
Dal campo al tribunale mediatico
Il caso rappresenta l’emblema di un fenomeno frequente nel calcio contemporaneo: la trasformazione di un singolo episodio in un processo mediatico permanente. Quanto accaduto con la Juventus ha assunto un peso enorme, amplificato da social network e trasmissioni sportive. Il gesto discutibile si è trasformato in etichetta, difficile da cancellare anche dopo ammissioni e chiarimenti. Resta aperta la questione del metro di giudizio. Ogni weekend si registrano contatti accentuati e cadute plateali, ma non tutti generano la stessa eco.Persino l’ammonizione rimediata e che lo costringerà alla squalifica è stata vista come una “furbata” per non rischiare di saltare il derby con il Milan. Evidentemente il peso mediatico della partita, la rilevanza delle squadre coinvolte e l’impatto sull’esito finale fanno la differenza e la condanna pubblica supera di gran lunga quella sportiva.
