Lo 0-2 incassato contro il Como apre ufficialmente la crisi della Juventus e mette in discussione la posizione di Michele Di Gregorio. La squadra di Luciano Spalletti, uscita fra i fischi dello Stadium dopo il ko interno che compromette la corsa Champions, si trova davanti a un bivio decisivo: o riesce a reagire nelle ultime giornate per difendere il posto tra le prime quattro oppure avviare una profonda rifondazione tecnica e finanziaria sarà un esercizio ancora più complicato.
Juventus in caduta libera: numeri allarmanti
La squadra sembra aver smarrito un’identità chiara e riconoscibile. La crisi della Juventus non è più un campanello d’allarme ma una realtà certificata dai numeri. I bianconeri hanno perso quattro delle ultime cinque partite, incassando sette reti nelle ultime due gare. Un rendimento che fotografa le difficoltà di una squadra riscopertasi fragile, poco compatta e lontana dagli standard storici del club torinese. La tenuta difensiva, un tempo marchio di fabbrica, oggi appare vulnerabile; l’organizzazione collettiva fatica a reggere l’urto nei momenti chiave. Il dato più preoccupante riguarda l’assenza di reazione. Dopo ogni passo falso non è arrivata la risposta attesa, né sotto il profilo tecnico né dal punto di vista caratteriale: manca, evidentemente, la qualità nei singoli.
Di Gregorio delude ed è sotto esame: le alternative
Uno dei temi più discussi riguarda la posizione del portiere. Michele Di Gregorio è finito sotto osservazione dopo alcune prestazioni altalenanti. Le ultime prestazioni hanno acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori. La sensazione è che nel ruolo più delicato del campo serva un interprete in grado di garantire una maggiore affidabilità . Tra i profili valutati emerge Marco Carnesecchi, considerato uno dei portieri italiani più promettenti per continuità e prospettiva. Tuttavia, il suo cartellino richiede un investimento importante, elemento non secondario in una fase di revisione economica. La questione è tanto tecnica quanto strategica: la Juventus deve scegliere se proseguire con De Gregorio, sostenendone la crescita, oppure intervenire con decisione sul mercato.
Mancata Champions League: scenari futuri
Al netto delle prestazioni individuali, il vero snodo della stagione resta la qualificazione alla Champions League. Restare fuori dalla massima competizione europea significherebbe rinunciare a ricavi fondamentali tra premi UEFA, diritti TV e sponsorizzazioni. Per un club abituato a pianificare con determinati introiti, l’assenza peserebbe immediatamente sui conti. Senza l’accesso alla Champions, la società dovrebbe rivedere i piani di investimento e valutare eventuali cessioni strategiche per riequilibrare il bilancio. Anche l’appeal ne risentirebbe: senza la vetrina della più importante competizione europea, attrarre top player è più complicato. La qualificazione non è soltanto un traguardo sportivo ma una condizione essenziale.
