L’Europa si conferma un terreno amaro per la Juventus di Luciano Spalletti, che vede interrompersi ancora una volta il proprio cammino continentale prima della fase a eliminazione diretta. L’uscita contro il Galatasaray lascia una scia di rimpianti, ma anche la consapevolezza di aver disputato una gara intensa, combattuta e ricca di spunti. Resta però l’ennesimo segnale di una squadra che lotta con orgoglio ma paga errori strutturali nei momenti decisivi.
La Juventus di Spalletti, fra cuore e limiti strutturali
Allo Stadium si è vista una Juventus aggressiva, organizzata e determinata, capace di imporre ritmo e pressione per lunghi tratti della partita. L’approccio è stato feroce. Una prestazione che ha evidenziato carattere, spirito di sacrificio e identità tattica. Eppure, nel momento chiave, sono riemersi i difetti che accompagnano la stagione bianconera da un lasso di tempo abbastanza ampio da poterli definire atavici. Le occasioni create non sono state convertite con la necessaria lucidità, venuta meno anche nella gestione del match. Juventus che chiude la terza partita su quattro in inferiorità numerica e sebbene non abbia smesso di lottare, trovando energie mentali importanti appare ancora fragile nei dettagli che separano le grandi d’Europa dalle inseguitrici.
Champions League: un trend preoccupante
L’uscita anticipata dalla Champions League non è più un episodio isolato. Per la terza stagione consecutiva, la Juventus saluta la competizione senza superare l’ostacolo (questa volta, neanche centrato) degli ottavi di finale. La continuità delle esclusioni premature rappresenta un campanello d’allarme per la governance bianconera: serve una strategia tecnica e finanziaria coerente per riportare stabilmente la Juventus ai vertici europei. Il ridimensionamento tecnico è evidente: la rosa ha individualità di spicco ma una qualità complessiva media non eccelsa, che fatica a reggere il confronto con le prime sedici del continente. Un fattore che, inevitabilmente, incide sulla programmazione futura e limita i margini di investimento.
Juventus, corsa al quarto posto: pressione massima
Archiviata l’amarezza europea, l’attenzione si sposta ora sulla Serie A e sulla corsa al quarto posto, obiettivo minimo per giocare la Champions League. La classifica impone uno sforzo significativo: servirà un filotto quasi perfetto nelle ultime giornate per superare le dirette concorrenti, a partire dalla Roma che arriva allo scontro diretto senza le scorie della sfida infrasettimanale e con due risultati su tre. Superata la trasferta dell’Olimpico, il calendario resta in salita: in caso di mancato successo in casa dei giallorossi, la Juventus dovrà giocarsi il quarto posto con un margine di errore ridottissimo, una pressione enorme su allenatore e calciatori. Il futuro, tuttavia, è adesso: e la Juve vista sinora, non basta. Serviranno concretezza, equilibrio e una maturità che si è vista solo a tratti.
