Lazio – Atalanta, Olimpico quasi vuoto: la protesta dei tifosi

Lazio - Atalanta Olimpico deserto

Lazio - Atalanta Olimpico deserto Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Marzo 5, 2026

La semifinale di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta si è disputata in uno scenario inusuale per una gara di tale importanza. Allo Stadio Olimpico erano presenti appena poche migliaia di spettatori, con interi settori deserti e una Curva Nord praticamente priva del tifo organizzato. Un colpo d’occhio che ha fotografato con chiarezza la frattura tra una parte consistente della tifoseria biancoceleste e la dirigenza guidata dal presidente Claudio Lotito.

Lazio-Atalanta, Olimpico quasi vuoto: la protesta dei tifosi

La decisione di disertare l’impianto non è stata improvvisa. Dopo le contestazioni già andate in scena nelle recenti gare di campionato, i gruppi organizzati hanno confermato lo sciopero anche per il penultimo atto della coppa nazionale. I sostenitori più caldi si sono ritrovati all’esterno dello stadio, dando vita a cori e manifestazioni simboliche, mentre all’interno regnava un silenzio insolito per una sfida che mette in palio l’accesso alla finale. La protesta rappresenta un segnale forte: la partecipazione allo stadio viene utilizzata come leva di pressione nei confronti della proprietà. Nemmeno la posta in palio, con la possibilità di rilanciare la stagione attraverso la finale di Coppa Italia, ha convinto i tifosi a tornare sugli spalti.

Sarri tra delusione e distacco: crepe con la società

Nel prepartita, l’allenatore Maurizio Sarri aveva espresso parole misurate ma significative. Il tecnico ha dichiarato di rispettare la scelta dei sostenitori, pur sottolineando quanto l’assenza del loro supporto si faccia sentire. La posizione dell’allenatore, chiamato a mantenere alta la concentrazione del gruppo in un contesto complicato, appare delicata. Anche il direttore sportivo Angelo Fabiani ha commentato la vicenda prima del calcio d’inizio, auspicando equilibrio e responsabilità collettiva. Tuttavia, l’impressione è che la frattura non sia di facile ricomposizione. La squadra si ritrova così a competere per obiettivi importanti senza il tradizionale sostegno dell’Olimpico, elemento che negli anni ha spesso rappresentato un valore aggiunto.

Danno economico: milioni di euro a rischio

Oltre all’aspetto sportivo e simbolico, la protesta produce conseguenze concrete sui conti del club. Per una semifinale di Coppa Italia, l’incasso potenziale con uno stadio riempito in larga parte avrebbe garantito introiti significativi tra vendita dei biglietti, hospitality e servizi accessori. Con appena circa cinquemila presenze, le stime parlano di una perdita che si aggira intorno al milione e mezzo di euro per questa sola partita. Una cifra rilevante, soprattutto in un sistema come quello italiano dove i ricavi da stadio incidono in modo meno  marcato rispetto ad altri campionati europei, ma restano comunque fondamentali per l’equilibrio di bilancio. Se la situazione dovesse protrarsi, rischia  di trasformarsi in un problema strutturale, con ripercussioni che vanno ben oltre i 90’.

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