La Roma ottiene un prezioso pareggio sul campo del Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League, con il punteggio di 1-1. I rossoblù erano passati in vantaggio grazie a Bernardeschi, ma Lorenzo Pellegrini ha ristabilito l’equilibrio, consegnando ai giallorossi un risultato favorevole in vista del ritorno all’Olimpico. La rete dell’ex capitano del Sassuolo non è solo simbolica: conferma la sua capacità di incidere nei momenti decisivi e ribadisce il suo ruolo di protagonista europeo.
Numeri da top player: l’impatto di Pellegrini
Pellegrini in gol non è una novità, anzi. Dalla sua prima rete con la maglia giallorossa nella stagione 2017/18, Pellegrini si è distinto come uno dei centrocampisti più prolifici del campionato italiano. Con 60 gol complessivi in tutte le competizioni, il numero 7 della Roma si colloca subito dietro a veri specialisti come Hakan Çalhanoglu (79) e Mario Pasalic (68). Negli ultimi cinque anni di partecipazione della Roma a competizioni europee, Pellegrini è l’unico centrocampista capace di superare sistematicamente le tre marcature stagionali. La sua rete al Dall’Ara conferma quanto la sua capacità realizzativa rappresenti un vantaggio concreto per la squadra, rendendolo un punto di riferimento sia per il centrocampo che per le situazioni di palla inattiva.
La difesa di Gasp e il nodo dell’ingaggio
A fine gara, in conferenza stampa, l’allenatore della Roma Gian Piero Gasperini lo ha difeso pubblicamente. Ha chiesto ai giornalisti di lasciare che Pellegrini giochi, bene o male, in pace. Inevitabile tuttavia porsi domande sul futuro del numero 7 giallorosso. In questa ottica, la gestione economica della Roma è vincolata al rispetto del Financial Fair Play. Il club si è imposto come tetto ingaggi di circa 4 milioni di euro. In questo contesto, per Pellegrini è in fase di valutazione un’offerta attorno ai 3 milioni più bonus, corrispondente a una riduzione di circa il 50% rispetto all’attuale stipendio. La spending review non è negoziabile. La Roma ha adottato una politica rigorosa: nessun ingaggio può superare il tetto prestabilito fino a quando non tornerà stabilmente in Champions League, dunque le trattative dipenderanno dal raggiungimento di un accordo equo.
Permanenza a patto di riduzione di stipendio e ruolo
Con queste premesse, anche rispetto ad altri big in uscita, come Dybala, Pellegrini ha maggiori probabilità di rimanere, grazie a un forte legame con l’ambiente e alla disponibilità a negoziare la riduzione dell’ingaggio. La sua permanenza non gli garantirebbe più il ruolo di top player, ma ne farebbe comunque un elemento centrale della rosa giallorossa. Del resto è difficile immaginare che Pellegrini riesca a ottenere una offerta di ingaggio largamente superiori ai 4 milioni annui. Anche da parte di chi non dovrebbe pagarne comunque il cartellino, in quanto allo status quo il ragazzo si libererebbe a parametro zero. Il futuro di Pellegrini sarà quindi il risultato di un delicato equilibrio tra offerta del club e accettazione delle nuove condizioni contrattuali. L’obiettivo è garantire continuità tecnica senza compromettere la stabilità finanziaria del club.
