Azzurri oggi, ma cosa facevano nel 2014?

Azzurri giocatori della Nazionale

Azzurri | foto Instagram @azzurri - Footbola

Pasquale Luigi Pellicone

Marzo 31, 2026

L’Italia non gioca un Mondiale da 12 anni. L’ultima volta è stato in Brasile nel 2014. Chi scenderà in campo con la maglia della nazionale contro la Bosnia e proverà a riportare gli azzurri alla fase finale di una competizione iridata o aveva appena mosso i primi passi nel calcio professionistico o era poco più di un bambino.

Azzurri oggi ma nel 2014?

Nel 2014, molti protagonisti dell’Italia attuale erano ancora lontani dalla ribalta internazionale. Gianluigi Donnarumma (15 anni) era un giovane talento del settore giovanile del Milan, ma era già un predestinato, pronto a compiere il salto che lo avrebbe portato in Serie A già a 16 anni. Tra i difensori, Alessandro Bastoni (15 anni) cresceva nell’Atalanta, mentre Alessandro Buongiorno (15 anni) si formava nel Torino, club con cui sarebbe diventato un punto di riferimento. Ancora più indietro nel percorso, Riccardo Calafiori (12 anni) sviluppava le sue qualità nel vivaio della Roma. Percorsi differenti anche per Federico Dimarco (16 anni), già inserito nel sistema Inter, e Federico Gatti (16 anni), impegnato nelle categorie inferiori. Gianluca Mancini (18 anni) era invece nella Primavera della Fiorentina, mentre Marco Palestra (9 anni) muoveva i primi passi tra scuole calcio e accademie.

I primi contratti di Cristante, i primi passi di Pisilli

Il centrocampo azzurro racchiude storie assai diverse frai vari interpreti. Nel 2014, Sandro Tonali (14 anni) era già considerato un prospetto interessante nel Brescia ma era ben lontano dall’affermarsi, mentre Nicolò Barella (17 anni) iniziava a orbitare attorno alla prima squadra del Cagliari aggregandosi alla prima squadra.Calciatore già fattro Bryan Cristante (19 anni) con alle spalle le prime esperienze tra i professionisti e stava per trasferirsi all’estero al Benfica, mentre Davide Frattesi (14 anni) viveva un passaggio fondamentale tra Lazio e Roma, tappa cruciale per la sua crescita. Nel vivaio del Milan si metteva in luce un giovanissimo  Manuel Locatelli (16 anni), destinato a diventare un centrocampista completo. Ancora un bambino Niccolò Pisilli (9 anni) che rincorreva sogni e pallone a pochi passi dal cortile di casa.

Il “pulcino” Pio e tutti gli altri giovanissimi

Nel reparto offensivo emergono storie molto diverse tra loro. Moise Kean (14 anni) era già un prospetto di calciatore che si distingueva già nelle giovanili della Juventus per la sua capacità realizzativa, mentre Giacomo Raspadori (14 anni) cresceva nel vivaio del Sassuolo. Singolare il percorso di Mateo Retegui (15 anni), che in quel periodo aveva scelto temporaneamente un’altra disciplina sportiva prima di tornare al calcio. Più avanti nel percorso, Matteo Politano (20 anni) stava consolidando la propria esperienza tra i professionisti con la maglia del Pescara, mentre Francesco Pio Esposito (8 anni) era ancora un bambino che insieme ai suoi fratelli si divertiva a inseguire un pallone senza essere neanche nelle prime fasi della formazione calcistica.

 

Change privacy settings
×