La terza eliminazione consecutiva della nazionale italiana dai Mondiali lascia in eredità un cumulo di macerie. A Zenica si è chiusa, con ogni probabilità, la gestione del presidente della FIGC Gabriele Gravina, messo all’angolo dal Ministro dello Sport Andrea Abodi e virtualmente dimissionario o dimissionato, ma non solo: anche il destino del commissario tecnico Gennaro Gattuso sembra segnato, così come quello di diversi azzurri, destinati a una carriera senza aver mai giocato la fase finale di un campionato del mondo, non torneranno a Coverciano.
Chi lascerà la Nazionale
Fra le poche certezze, una idea è chiara: ridurre il peso dei giocatori oltre i 30 anni per accelerare la crescita di un nuovo gruppo. Diversi profili esperti sembrano destinati a uscire dal progetto azzurro. Tra questi, Matteo Politano, che si avvicina ai 33 anni, difficilmente potrà rappresentare il futuro della Nazionale, così come Leonardo Spinazzola, frenato da problemi fisici e da una continuità mai ritrovata. Anche Bryan Cristante rischia di pagare un profilo più funzionale che determinante, mentre altri elementi di esperienza potrebbero essere sacrificati in favore di un ricambio generazionale. Non si tratta di bocciature definitive, ma di una naturale evoluzione tecnica.
I giocatori in bilico
Il nuovo ct, avrà il compito di scegliere se mantenere qualche senatore o voltare pagina in modo più deciso. Gianluca Mancini e Alessandro Bastoni, per mancanza anche di alternative subito valide, potrebbe ancora trovare spazio. Manuel Locatelli dipenderà dalle scelte tecniche e dal sistema di gioco adottato. Discorso simile per Davide Frattesi. In attacco, Mateo Retegui resta nel giro, ma la scelta giocare in Arabia, in un campionato meno competitivo potrebbe pesare. Anche Giacomo Raspadori dovrà dimostrare maggiore continuità. Riccardo Orsolini e Mattia Zaccagni sono utilizzabili ma non imprescindibili. Lo stesso vale per Nicolò Zaniolo, che potrebbe avere una nuova opportunità solo in caso di crescita costante, come Nicolò Fagioli.
Le certezze da cui ripartire
Nonostante il momento complicato, l’Italia ha basi solide su cui costruire il futuro. In porta, Gianluigi Donnarumma resta una sicurezza assoluta, spesso determinante anche nelle serate più difficili. Il centrocampo sarà guidato da Sandro Tonali, sempre più leader, e Nicolò Barella. Sulla fascia sinistra, Federico Dimarco rappresenta uno dei punti di forza dell’intera squadra. A destra, Marco Palestra è già pronto. In difesa, Riccardo Calafiori è destinato a diventare un pilastro, so spera accanto ad Alessandro Buongiorno. In avanti, certezze importanti arrivano da Moise Kean, protagonista di un ottimo rendimento in azzurro, e da Gianluca Scamacca. Francesco Pio Esposito, Niccolò Pisilli sono pronti a ritagliarsi uno spazio sempre più importante.
