Villarreal – Arsenal non ha deluso le aspettative, anzi. Una gara emozionante che ha visto affrontarsi due squadre dal grande talento. Andiamo a vedere alcuni spunti interessanti che ci ha regalato questa bella semifinale di Europa League.

LA FORZA DEL COLLETTIVO

A l’Estadio de la Cerámica abbiamo potuto osservare un Villarreal dominante per gran parte della partita. Un primo tempo giocato ad alti livelli in cui gli uomini di Emery hanno schiacciato in certi momenti un Arsenal poco aggressiva. Il Villarreal ha un collettivo forte che può vincere la doppia sfida ed Emery è riuscito a canalizzare questa sicurezza dei propri mezzi nelle menti dei suoi giocatori. L’Arsenal però è riuscita a reagire alle giocate veloci, di qualità e intelligenti degli avversari, ha dovuto tirare fuori la propria forza, quasi d’orgoglio. Ed è qui che anche i Gunners hanno dovuto dare prova di essere squadra, anche se alla fine, tutto ciò non è bastato. Ed è dagli ultimi minuti di gara che gli uomini di Arteta devono ripartire, se vogliono riuscire ad approdare in finale.

DANI PAREJO MAN OF THE MATCH

Dani Parejo è stato personalmente il man of the match di questo semifinale di Europa League, senza nulla togliere a un altro assoluto protagonista come Manu Trigueiros. Parejo è al centro del gioco di Unai Emery, raccoglie il pallone e lo smista, riesce a dare velocità e allo stesso tempo qualità alla manovra avversaria. Cambi di gioco istantanei verso gli esterni dove a mille all’ora ha viaggiato per 90 minuti Chukwueze, per informazioni chiedere a Chambers e Pepe, e dove sin sono concentrate maggiormente le azioni del submarino amarillo. Ad ogni caso Parejo, ha avuto una percentuale realizzativa dei passaggi pari all’87%, sbagliando quindi poco e riuscendo a imporre la sua impronta sul match. Ma non è solo da quest’anno che veniamo a sapere di questo grande talento del calcio spagnolo.

UN ARSENAL RE INVENTATA

L’Arsenal ha dovuto far fronte a diversi infortuni. In primis quello di Tierney, giocatore che in questa gara sarebbe stato senz’altro necessario viste le scorrerie del Villarreal su entrambe le fasce. Avere con se un giocatore come Tierney avrebbe sicuramente conferito maggiore copertura alla squadra. Assenze che però si sono viste pesare soprattutto in attacco. Smith Rowe costretto al ruolo di falso nueve si è abbassato poche volte per consentire un giro palla più fluido, così l’Arsenal non riusciva ad arrivare nell’area di rigore con i ritmi giusti. E’ mancata una punta, Aubameyang, fuori per l’infezione di malaria accusata negli ultimi giorni. Arteta ha provato la mossa Martinelli per allungare sulla profondità la squadra senza però di fatto riuscirci. Auba è riuscito ugualmente a giocare qualche istante di gara, mettendo in difficoltà la difesa del Villarreal, attaccando la profondità con movimenti da vera punta. Per fortuna dei Gunners, in squadra c’è un piccolo talento chiamato Bukayo Saka, migliore in campo dei londinesi e sempre più anima di quest’Arsenal dal grande talento ma sempre in perenne conflitto con fastidiosi problemi. E Arteta quindi è costretto a re inventarsi e ad adattarsi alle varie situazioni.