Anfield crolla ancora, questa volta sotto i colpi di un Manchester City che torna ad essere unico padrone della Premier League più bizzarra degli ultimi anni. Non c’è pace per il Liverpool, rimasto vittima della stagione maledetta per eccellenza: l’ultimo pilastro a crollare è quello della porta, con Alisson autore di una prestazione da brividi contro i Citizens come mai vista prima.

Non bastavano gli infortuni di tutti i difensori centrali e il calo di rendimento di tutti gli attaccanti. A peggiorare la già precaria situazione di Reds ci si è messo anche il brasiliano, unica certezza di una squadra che ha perso la sua anima e la sua identità. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti i due errori clamorosi di Alisson che hanno favorito i gol di Gundogan e Sterling, serviti involontariamente dal portiere avversario, entrato in uno stato confusionale che non era di certo nei piani di Klopp. E la partita da incubo non poteva capitare in una giornata peggiore: il City, arrivato a dieci vittorie consecutive in campionato, non è certo l’avversario ideale contro il quale perdere la testa, soprattutto quando in ballo c’è la possibilità di rimontare e non lasciare che la lotta al titolo sia affare esclusivo delle due di Manchester.

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La serata storta di Alisson è stata amplificata anche dai troppi errori della difesa, ancora una volta punto debole di tutta la squadra. Henderson e Fabinho sono stati ancora una volta adattati come centrali, un ruolo che non gli appartiene e che li induce a sbagliare fin troppi palloni, soprattutto quando Klopp gli richiede il compito extra di impostare la manovra dal basso. Giocare ogni pallone anziché mandarlo lontano non è cosa facile, soprattutto se dall’altra parte la pressione dei velocissimi attaccanti del Manchester City non lascia fiato.

Con due reparti KO il Liverpool non può far altro che cercare di limitare i danni: da troppi anni ormai Anfield non veniva umiliato così, con 4 gol che fanno male come proiettili e che sembrano indirizzare la Premier League ancora una volta verso la bacheca di Guardiola. Adesso ai Reds non resta che lottare fino alla fine per un posto nella prossima Champions League, sperando di non rivivere più l’incubo di un Alisson travestito per un pomeriggio da Karius.