Dopo l’inizio shock l’Arsenal ha ritrovato la retta via. Prima la vittoria contro il Norwich e poi quella contro il Burnley hanno restituito dignità all’avvio di campionato dei Gunners e salvato (almeno per il momento) la panchina di Mikel Arteta. Non bastano 6 punti per dichiarare il club fuori pericolo, anche perché il problema più grande di tutti non è ancora stato risolto: all’Arsenal nessuno riesce a segnare.

Un dato di fatto certificato dalle prime cinque partite e già assodato nella passata stagione, dove le reti faticavano ad arrivare e il rapporto con Aubameyang sembrava ormai logorato. La fiducia nell’attaccante è stata recuperata ma il reparto avanzato dei Gunners continua a fare più fatica del dovuto anche contro avversari di livello inferiore. Nelle ultime due uscite i ragazzi di Arteta hanno vinto per 1-0, mentre tra Brentford, Chelsea e Manchester City non erano riusciti mai ad arrivare in porta. Una situazione preoccupante per una squadra che subisce pochissimo ma che non riesce a mettere a sicuro il risultato finalizzando le azioni create, sulla falsariga di quanto successo già nella passata stagione.

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L’ultimo desiderio della società londinese è quello di fallire per il secondo anno consecutivo l’accesso alle coppe europee, ma in una Premier League competitiva e rinforzata rispetto a un anno fa, quello spettro comincia già ad aleggiare sull’Emirates Stadium. Non basta la presenza di Aubameyang, Saka, Pepe e Odegaard contemporaneamente in campo per invertire la rotta. Soltanto il gabonese e il norvegese fin qui hanno centrato l’obiettivo una volta ciascuno, mentre gli altri sono ancora alla ricerca del primo gol in campionato. Dall’Arsenal ci si aspettava molto di più, soprattutto visto il potenziale del suo attacco che sulla carta potrebbe essere devastante. E invece nessuna squadra ha segnato così in poco nelle prime cinque giornate, tranne il Norwich che però ha molte più attenuanti dalla sua parte. L’unica soluzione per evitare un altro campionato anonimo per i Gunners è quella di mettere benzina nel motore dei suoi attaccanti, dargli nuove motivazioni per andare avanti e cercare di invertire una rotta che diventa sempre più triste.