L’Arsenal ha chiuso la propria Premier League nel peggiore dei modi; nell’ultima giornata non è bastata la vittoria (quinta consecutiva) contro il Brighton per prendere il settimo posto. Ok, la Conference League non era il principale obiettivo dei Gunners ma giocare in Europa doveva essere il traguardo minimo al termine di una stagione in cui la squadra ha avuto troppi bassi e pochi, pochissimi, alti. Arteta ha dato veramente poco ad un gruppo che aveva le carte, qualitative, per disputare un campionato di ben altro livello. Alla fine è arrivato l’ottavo posto che vuol dire, a distanza di ventisei anni, niente Europa; un verdetto che non può passare inosservato e che porterà, per forza di cose, ad una rivoluzione.

Arsenal, fallimento totale

L’Arsenal negli ultimi anni ha sempre dato l’impressione di poter fare molto di più però riusciva a mascherare i vari problemi con le prestazioni nelle coppe nazionali e, a volte, nei percorsi in Europa League. Quest’anno anche questo paracadute è venuto meno e la brutta eliminazione con il Villarreal è stato l’ennesimo flop di una stagione da dimenticare il prima possibile; missione non semplice perché dopo ventisei anni i Gunners non giocheranno l’Europa. L’ultima volta nella stagione 1994/1995 arrivò dodicesimo dopo una Premier in cui il club subì diciassette sconfitte (record negativo di questo lasso di tempo). In quella stagione maledetta i Gunners, reduci dal successo nella Coppe delle Coppe, erano guidati dallo scozzese Bruce Rioch che non aveva a disposizione una rosa di primissimo valore; un dato certificato dalla posizione in classifica ma soprattutto dalle prestazioni in campo dove l’unica nota positiva fu Ian Wright capocannoniere della squadra con diciotto gol. Ed è molto simile a quanto successo quest’anno dove Lacazette è stato, probabilmente, uno dei pochi da salvare.

Se vogliamo vedere il lato positivo dopo la batosta di ventisei anni fa iniziò la rivoluzione in casa Arsenal; l’arrivo di Wenger fece iniziare il ciclo d’oro dei Gunners con il campionato vinto senza sconfitte, la finale di Champions contro il Barcellona e una serie di trofei nazionali. Ecco con tutta probabilità anche in questo caso il club cambierà tecnico e, allora, a distanza di ventisei anni la speranza è che l’Arsenal possa rinascere dalle macerie. Impresa non semplice ma questa squadra merita di stare nella parte alta della Premier.