4 sconfitte, 7 pareggi e una sola vittoria per un totale di 10 punti che relegano l’Athletic al 17esimo posto, a pari merito con il Leganés. A tre mesi dal fischio d’inizio della Liga, la situazione della squadra più importante di Euskadi è a dir poco disastrosa. Gli unici 3 punti della stagione sono arrivati il 20 agosto, alla prima di campionato e proprio contro il Leganés. Da lì in poi un black out dal quale Berizzo non è mai riuscito a tirar fuori la sua squadra, collezionando solo altri 7 punti in undici partite, senza mai vincere.

Le difficoltà di Berizzo

Sono lontani i tempi di Valverde, lontanissimi quelli del loco Bielsa. Eppure se si pensa al valore del tecnico che siede sulla panchina del San Mamés, non siamo poi così lontani da quello dei sopracitati. Il Toto Berizzo, che ha scritto la storia del Celta Vigo poco meno di due anni fa trascinandolo in semifinale di Europa League, non è ancora riuscito a imprimere il suo marchio sui leones. Le motivazioni sono diverse e in questo disastroso inizio, le colpe non sono solo sue.

Dall’era Bielsa ad oggi i tifosi dell’Athletic sono stati costretti a salutare giocatori importantissimi come Javi Martinez, Ander Herrera, Fernando Llorente, Aymeric Laporte, Kepa, volati altrove per compiere un passo in avanti nelle rispettive carriere. Il loro addio però ha lasciato vuoti difficilmente colmabili da una squadra che può pescare solo nella vecchia regione del País Vasco. Il mancato arrivo di sostituti all’altezza, se mascherato dalla bravura di Ernesto Valverde (ora al Barça), si è rivelato con l’arrivo di un inesperto Kuko Ziganda, con il quale l’Athletic lo scorso anno ha lottato per non retrocedere.

Dunque era più che lecito essere soddisfatti dell’acquisto di Berizzo in panchina, ma un po’ azzardato forse sognare un altro miracolo alla Bielsa.

Proviamo ad analizzare i problemi della squadra basca a 3 mesi dall’inizio di Liga.

La premessa è che l’Athletic, rispetto alle concorrenti (Valencia, Siviglia, Villarreal e anche Real Betis), ha una rosa corta. Questa però non può essere una giustificazione se si pensa al percorso di squadre come Alavés ed Espanyol. Troppo poco è stato raccolto da una squadra che, a differenza degli altri anni, non sta disputando coppe europee e può concentrare tutte le sue energie nella Liga.

I calciatori chiave che mancano ai bilbaini sono troppi. La cessione di Kepa ha lasciato i leones senza sicurezza tra i pali, Berizzo dopo tre mesi non ha ancora scelto il titolare tra il ’97 Unai Simón e il più esperto Iago Herrerín.

Il reparto dal quale ci si aspettava di più e che invece sta deludendo più degli altri è la linea a 4 di difesa. Da destra a sinistra: De Marcos, Yeray, I. Martínez, Yuri Berchiche. Nonostante individualmente siano giocatori abbastanza affermati, questa linea non ha ancora trovato la sintonia giusta arrivando ad incassare 19 gol in 12 gare, di cui 10 al San Mamés.

Gli altri due grandi problemi sono collegati. L’assenza di un regista non permette all’Athletic Club di trasformarsi in una squadra prolifica, nonostante il tanto potenziale offensivo. Manca il tassello che dia velocità alla manovra basca e anche un uomo che si prenda la responsabilità di “provare lo giocata”. Beñat non è più quello delle stagioni precedenti e per avere un po’ di qualità in mediana, il Toto ha dovuto abbassare in una posizione non sua Muniain.

Per ciò che concerne invece il reparto offensivo il discorso è più complicato. L’infortunio di Aduriz ha lasciato i baschi senza un riferimento su cui costruire il proprio gioco. Criticabile la scelta del Toto che ha optato per posizionare Williams come punta centrale modificando fin troppo l’idea di gioco che si erano creati i suoi. La soluzione non é certo facile da trovare, ma sicuramente il tecnico dovrà trovare il modo di far convivere il giovane Iñaki Williams con l’esperto Aritz Aduriz, due troppo fondamentali per alternarsi.

Ciò che fa sperare ancora i bilbaini è l’avvicinamento della sessione invernale di mercato. Circolano infatti voci di possibili ritorni illustri che riguarderebbero Javi Martinez, Ander Herrera e Fernando Llorente. Le cessioni di Kepa e Laporte fanno circa 150 milioni incassati in soli due anni, dunque sognare questi colpi non è impossibile soprattutto pensando al legame che lega i calciatori di questa regione all’Athletic e al fatto gli ultimi due non sono più protagonisti nei rispettivi club.

Ci si aspettano cambiamenti anche dal Toto Berizzo aggiungendo l’ultima scusante del calendario difficile. Ora la Liga offre gare abbordabili che permettono all’Athletic di reagire in questo restante mese e mezzo del 2018.

7 -> i punti distanza dall’Europa League

13 -> quelli dalla Champions League

14 -> quelli dalla vetta

In questa folle Liga niente è ancora compromesso e Berizzo ha ancora la fiducia dei suoi calciatori come dimostra l’abbraccio di un senatore come Muniain la scorsa settimana al Wanda Metropolitano.

Fonte: athletic.elcorreo.com