E’ il colossale Wanda Metropolitano a far da scenografia per un duello sotto vari aspetti. Risolta la telenovela Diego Costa, che a gennaio farà ritorno all’Atléti dopo la recente prigionia allo Stamford Bridge, per i rojiblancos di Simeone è il momento di far sul serio anche dentro il rettangolo di gioco. Ad attenderli, nella capitale iberica, i Blues di Antonio Conte. L’ultimo incrocio tra spagnoli e inglesi riporta indietro l’orologio di tre anni e più: 30 aprile 2014, il ritorno della semifinale di Champions. Dopo lo 0-0 all’andata, in cui José Mourinho “parcheggiò il bus” davanti all’allora colchonero Courtois, ci fu l’1-3 in terra inglese con cui la banda Simeone si guadagnò la finale di Lisbona. Da allora, tanta acqua sotto i ponti è passata.

Primo tempo“Penso che questo Chelsea sia diverso rispetto a quello affrontato nel 2014” ha esordito il Cholo in conferenza stampa, elogiando gli avversari e dicendosi pronto alla battaglia in un Wanda Metropolitano da urlo. “Squadra forte e con una grande tradizione europea, negli ultimi anni ha sempre fatto una grande Champions” ha ammonito invece i suoi Antonio Conte, che subito ha ordinato ai suoi un pressing asfissiante. Sotto gli occhi di Diego Costa, spettatore d’eccezione, ogni qual volta Morata toccava palla ecco piovere carriolate di fischi dagli spalti: normale, un blanco merengue nella tana dei materassai è sempre malvisto. Hazard ha acceso il turbo, proprio Morata ha cominciato a carburare ma la solita muraglia eretta davanti a Jan Oblak ha respinto ogni assalto. Per il resto è stato un mach giocatosi a ritmi alti, specie nella metà campo dove Thomas ha confermato la sua stazza da corazziere e Koke idem con patate. L’Atléti ha dato l’impressione di giocare a sprazzi, volteggiando sulle sgroppate di Correa e affidandosi alla rapacità di Griezmann: ritmi alti, giro palla, anche se la distrazione ha rischiato di venir pagata col vantaggio ospite quanto Morata (24′) ha chiamato Oblak alla paratona per deviare in corner un colpo di testa dell’ex juventino su cross di David Luiz. Il Chelsea allora ha provato a farsi sotto, trascinato dalle sgroppate di Eden Hazard dopo una combinazione con Moses e Fàbregas, c’è stata perfino l’ipotesi che l’Atléti fosse alle corde. E in effetti l’undici rojiblanco pareva soffrire le iniziative del Chelsea, che però ha sbandato nel momento clou del match. Prima (36′) per poco Griezmann non trovava la rete, poi (38′) Carrasco ha trovato la deviazione in angolo, infine (39′) mischia in area e atterramento di Lucas Hernández da parte di David Luiz. Zero dubbi, penalty: Griezmann dagli undici metri ha firmato la prima storica marcatura europea dell’Atlético nel nuovo Wanda Metropolitano. Conte non ci stava, Alonso ha lasciato partire un bolide rimpallato involontariamente dal braccio di Filipe Luis (43′), Cahill si è tramutato in prima punta e ha tentato con una conclusione a giro di beffare Oblak (44′), infine Saúl ha mandato di poco a lato l’ultimo brivido prima dell’intervallo.

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Secondo tempo – Si ricominciava con la banda Blues in avanti e l’Atléti schiacciato a copertura della propria metà campo. Piano che ha funzionato, aiutato non poco dalla fisicità di Thomas (primo ammonito del match) e dall’abilità nel leggere le situazioni propria di Diego Godín. L’asse Fàbregas-Morata confezionava l’ennesima sciccheria di serata, poi i ritmi si sono incattiviti e Thomas ha rischiato il rosso. Giallo, invece, il cartellino che Çakır ha presentato agli occhi di Griezmann dopo un duro intervento del francese su Hazard. Ancora l’ispirazione di Fàbregas ha messo in condizione un compagno di far male, questa volta non Morata ma Moses, con bolide dell’esterno destro terminato di poco a lato. Preludio alla doccia fredda, che per i colchoneros è arrivata al minuto 59′ nelle sembianze di un incubo: Álvaro Morata, l’ex Real Madrid, in anticipo netto su Lucas Hernández a correggere in rete un cross di Eden Hazard sul primo palo. Il tracollo c’era ed era evidente, pure quando ancora un ispiratissimo Cesc Fàbregas si è messo in proprio mangiandosi un gol già praticamente fatto a pochi passi dalla porta. Finita? Macché. Sono entrati Torres e Gaitán, la musica non è cambiata e allora Giménez per Thomas è stato l’ultimo cambio (conservativo) operato da Simeone. Entrati negli ultimi 10′, con la solita staffetta Morata-Batshuayi e gli ingressi di Willian e Christensen, i tre minuti di recupero decretati da Çakır hanno sancito un finale epico. Per il Chelsea, ovviamente, che in un momento di possesso dell’Atléti ha trovato la rete all’ultimo istante: cross radente di Marcos Alonso, gran conclusione a botta sicura dell’ariete belga a fissare il punteggio sull’1-2 finale. Gioia Blues, a 6 punti e dunque al comando del girone. L’Atléti è a 1 e rischia perché la Roma ha vinto contro il Qarabağ e si è portata a quota 4…

Il tabellino:
Atlético Madrid (4-4-2): Oblak; Juanfran, Godín, Hernández, Filipe Luis; Koke, Thomas (dal 77′ Giménez), Saúl, Carrasco (dal 70′ Torres); Griezmann, Correa (dal 72′ Gaitán). All: Simeone
Chelsea (3-4-2-1): Courtois; Azpilicueta, Luiz, Cahill; Moses, Bakayoko, Kanté, Alonso; Fàbregas (dall’86’ Christensen), Hazard (dall’83’ Willian);Morata (dall’82’ Batshuayi). All: Conte
Reti: 40′ rig. Griezmann, 59′ Morata, 90’+3 Batshuayi. Ammoniti: Thomas, Griezmann (A), Luiz (C). Arbitro: Çakır (Turchia)