Dopo mesi di incertezza, finalmente il Marsiglia trova una serie di tre vittorie consecutive tra campionato e coppa. La vittoria contro l’Olympiakos ha riportato il sorriso dopo 13 sconfitte consecutive in Champions; la vittoria di questa sera porta a cinque le vittorie consecutive in Ligue 1 con ancora Lens e Nizza da recuperare. Non solo. Il sonoro 2-0 rifilato ai padroni di casa di Arpinon porta ancora una volta la firma del Pipa Benedetto, all’asciutto in stagione fino a settimana scorsa e oggi al secondo gol consecutivo dopo il rigore segnato al Nantes.

Le reiterate assenze di Meling e Briançon hanno tolto certezze al pacchetto arretrato dei ‘coccodrilli’ e questo non ha certo aiutato a ritrovare una vittoria in casa che latita dall’incoraggiante 4-0 rifilato al Brest in cui lo stesso terzino norvegese si era presentato con un gol e un assist ai nuovi tifosi.

 

 

André Villas Boas torna a dare fiducia al rombo a centrocampo che, a parte la sconfitta con il Porto, sembra miscelare bene i contributi del giovane veterano Kamara, del ritrovato Cuisance e della coppia Rongier-Sanson in fase di costruzione. Dimitri Payet si è disimpegnato con grande abnegazione al fianco di Benedetto: talvolta allargandosi, talvolta appoggiando Sanson formando una sorta di albero di Natale. Il leader dell’OM cerca di prendersi le copertine prima dell’attaccante ex Boca disorientando in un sol colpo Burner e Landre prima di sparare una bomba mancina sul primo palo ben difeso da Reynet. Payet non trova il gol che lo avrebbe portato a segnare a 34 squadre diverse in Ligue 1, ma a più riprese cerca di caricarsi il peso della cretività della squadra per trovare il vantaggio. Il pallone servito dalla destra a Cuisance è da antologia così come la conclusione volante dell’ex Bayern Monaco: anche qui, purtroppo per Villas Boas, la bella idea non è coronata da un bel gol.

 

Payet

Photo by SYLVAIN THOMAS/AFP via Getty Images.

 

La sola traversa di Burner su punizione non basta a rendere il Nimes realmente pericoloso con Álvaro Gonzalez e Ćaleta-Car che banchettano sul ‘torero’ Ripart e Mandanda che si sporca a fatica i guanti. L’espulsione di Cubas è l’unico grande episodio che ha come protagonisti i padroni di casa: per il resto l’OM ha dominato la gara e conquistato ogni zolla dello Stade des Costières. Il pallonetto vincente di Benedetto, servito alla perfezione da Álvaro Gonzalez sul filo del fuorigioco, arriva soltanto al dodicesimo della ripresa, ma per bellezza di esecuzione merita tutta l’attesa. Gol della fiducia, di quando l’attaccante torna a rivedere nelle proprie azioni quello che la sua creatività immagina. Un gol che può significare finalmente ‘continuità’ per il centravanti argentino.

Il tap-in del subentrante Germain e la rete annullata al giovane Luis Henrique danno alla partita un aspetto più rotondo. Un 2-0 che sa di battaglia vinta con merito da una squadra che lentamente sta provando a uscire dal suo torpore. Un po’ tardi se pensiamo al prezzo pagato in Champions, ma il momentaneo secondo posto a -1 dal PSG dice che in campionato c’è margine per un grande percorso. La bagarre nell’alta classifica è apertissima.