Si salvò in extremis lo scorso anno, il   Γυμναστικός Αθλητικός Σύλλογος Βέροια. Quasi per il rotto della cuffia, in terzultima posizione e quindi costretta agli spareggi per mantenere la categoria. Eppure, se è vero che le brutte esperienze ti insegnano sempre qualcosa, in questo caso sfido chiunque a trovarmi dove sia il μάθος, l’apprendimento, la ricompensa per chi (nell’epica classica) si trovava incontro ad una sfida persa in partenza, dalla quale poteva solo provare un dolore che, rimasto impresso, avrebbe fornito ad egli la via per comportarsi meglio in vita. Parole, solo parole, i fatti ci dicono che la Regina del Nord quest’anno ha sempre navigato nelle torbide acque della zona retrocessione, oscillando tra un ultimo e un penultimo posto: poi sembrava potesse esserci una sorta di riscossa, quando due punti in due gare (pari contro Larissa e Ikralis) avevano fatto pensare ad una salvezza ancora possibile.  E invece, paradossalmente dopo la seconda partita non persa di fila, è stato esonerato Thomas Grafas in nome di Apostolos Terzis (ha retto solo tre turni, oggi l’allenatore è Dostanic). Non che io ce l’abbia con questi ultimi, ma le statistiche mi impongono di dire che dall’esonero di Grafas vi sono stati sei ko consecutivi, una rete fatta e 19 subite, comprese quelle di oggi. Inoltre, una permanenza in Super League Ελλάδα che si è progressivamente allontanata col tempo quasi come una fugace ombra che si manifesta per pochi istanti prima di terminare inesorabilmente la propria dissoluzione. Una macchina che aveva cominciato con 4 sconfitte consecutive questo 2016-17, e che si è sfaldata, ha perso pezzi nel cammino. Brutto da dirsi, perchè i rossoblù attualmente stanno giocando la sesta stagione consecutiva in Super League, fatto mai accaduto nella storia del club. E oltre alla soddisfazione, rivelo anche un possibile interesse cinese per la società: l’8 maggio 2016, Karipidis aveva parlato a Real News di un accordo vicinissimo all’ufficialità. E invece, quest’annata rischia di essere ricordata per l’incubo in cui il Veria sta vivendo: la confusione in termini di guida tecnica ne è una prova. Thomas Grafas da inizio anno, poi dalla terza giornata Alekos Vosniadis, a sua volta sostituito da Apostolos Terzis in occasione del quinto turno. Dalla 6° spazio nuovamente a Grafas, autore di un pari assai soddisfacente (0-0) contro il Paok, poi un lungo saliscendi con ben poche soddisfazioni e spazio come detto a Terzis. Attualmente, casomai vi interessasse, alla guida della squadra c’è Ratko Dostanic, che non pare aver il carisma necessario a riportare il Veria quantomeno al terzultimo posto. La matematica non esclude nulla (in fondo, siamo a soli -2 dall’Ikralis penultimo e -4 dal Levadiakos attualmente ai playout), ma il serbo mi pare più una sorta di traghettatore che conduca la disastrata imbarcazione al primo porto nel quale tentare almeno di tappare le falle più evidenti (= leggi: far approdare il Veria in seconda categoria).

Non ho minimamente menzionato il Panathinaikos, finora. Beh, alla luce del risultato (5-0 al Nikolaidis) avrei dovuto solo elogiare il Pana, autore di una partita perfetta e bla bla bla. Avrei dovuto parlare di quant’è forte, quant’è prolifico, quant’è grande Marcus Berg (16 reti eh, sedici, s-e-d-i-c-i), o avrei dovuto dare spazio a quanto sia fantastico il 4-2-3-1 utilizzato da quel genio di Marinos Ouzounidis. Magari avrei anche dovuto scrivere un pezzo a parte per elogiare il partidazo di Robin Lod, uno più volentieri criticato che altro, o magari la verve di Villafanez e Mpoku. E invece no. Non lo faccio non perché il sottoscritto sia di parte, bensì perchè sono abbastanza poco convinto. Voglio dire, prima di questa larga vittoria ce n’erano state altre (4-0 contro il Panetolikos, 0-5 a casa dell’Asteras), ma in mezzo troviamo il ko casalingo contro lo Xanthi. Quindi prescrivo cautela, anche se un minimo di soddisfazione è d’obbligo: il Veria è una formazione che d’emblée non si configura come il più irresistibile degli avversari. La prossima settimana ci sarà l’Ikralis, poi il derby contro l’Olympiakos seguito da un mini ciclo assai pesante: Aek, Panionios e Paok. Ne vedremo delle belle, ora che il calendario mette alla prova Ouzounidis. Un po’ come dire: hai fatto bene fino ad ora? Bene, adesso ti metto contro le formazioni migliori del campionato, e vediamo come te la cavi.

Ieri, il Pana ha giocato davvero bene. Già dopo 9′ Mpoku ha avuto l’occasione per segnare, poi Berg (15′) si è visto anticipato all’ultimo da Andonian. Al 18′ però la partita cambia: Coulibaly spinge sulla destra e va al cross, l’arbitro Skoulas ravvisa un tocco di mano ad opera di Kristijan Miljevic e manda lo svedese dal dischetto: spiazzato Jonathan López per l’1-0. Al 21′ è ancora Panathinaikos: ancora Coulibaly, ancora Berg (questa volta nei panni di rifinitore, quarto assist stagionale per lui), questa volta il finalizzatore risponde al nome di Viktor Klonaridis. C’è solo una squadra in campo, il Veria scompare man mano che i verdi alzano il baricentro: di nuovo Berg manda a rete i compagni (prima Mpoku, ma il congolese non riesce a saltare López, poi Villafanez che manca l’appuntamento col gol), infine il numero 9 si mette in proprio, quasi stufo degli errori dei compagni. E’ una partita bellissima quanto a senso univoco: Zeca misura i riflessi dell’estremo difensore del Veria, poi Mpoku si infortuna ed è sostituito da Chatzigiovannis. Lo spagnolo Toni Calvo crea quella che sarà l’unica azione costruita dalla sua squadra (31′), ma il fatto che sia una giocata personale è di per sé eloquente. Il Veria è pochissima roba, insomma, e la deviazione di Vlachodimos serve solo a quest’ultimo per ricordare la sua presenza in campo. Al 38′ un folle tocco con la mano di Gael Andonian su una conclusione di Berg vale il secondo rigore della partita e l’ammonizione al terzino franco-armeno: dagli undici metri, manco a dirlo, la punta di Torsby realizza cambiando angolo. Nemmeno il tempo di esultare e al 41′ è 4-0: gran assist di Chatzigiovannis per lo svedese (ormai non so più quale perifrasi utilizzare per descriverlo, è sempre lui a fare tutto) che nell’uno contro uno non sbaglia. Tripletta, pallone a casa, +3 nella classifica marcatori. E con un’evitabile giallo sventolato sotto gli occhi di Lod, si conclude un primo tempo ricco di reti.

Se però dopo mezzo match hai già preso 4 reti e concesso altre 6 nitide occasioni agli avversari, vuol dire che chiaramente è una giornata storta. Kostantinidis entra per Balafas, ma pare che il povero Dostanic avesse preferito scavarsi una buca nella sua area tecnica e nascondervici la testa dentro, anzichè esser costretto a passare altri 45′ nel Nikolaidis. Sarpong prova a creare qualcosa ma per tutto il primo tempo non si è per niente visto (e non solo per colpa sua), e nel secondo sarà altrettanto ectoplasmatico. Il Panathinaikos è inarrestabile, al 57′ Villafanez realizza con un pregevole scavetto un’azione che definire corale è dir poco (qui la trovate, insieme agli highlights). Klonaridis esce per dare un po’ di minutaggio a Sebastian Leto (che, garantisco io, non pare esattamente quello di Catania): il neoentrato combina benissimo col connazionale sopracitato e per poco non timbra il cartellino (63′), mentre dopo entrano Mavrias da una parte (out Calvo) e Nuno Reis dall’altra (out Lod). Leto si intestardisce e tenta in ogni modo di segnare (al 78′ non centra la porta di testa, ma di poco, mentre al 91′ trova l’opposizione di López), arrivando quasi a intristire il telespettatore medio per la caparbietà e l’impegno profusi nel cercare la rete. Non sarà così: nel mezzo, Berg rischia seriamente di segnare il poker. Ma nessuno si è più stupito. Più ampia vittoria casalinga stagionale per il Pana, convincente ma terribilmente bifronte, in questa stagione che ha visto prove assai convincenti alternarsi a prestazioni a dir poco opache. Del Veria ho già parlato. Vi saluto, ma non prima di avervi ricordato che l’Apostolos Nikolaidis, il 19 marzo, ospiterà l’Olympiakos per il derby degli eterni rivali. Considerate che l’Olympiakos è reduce da tre sconfitte di fila. E che il Pana può seriamente fare il colpaccio, con questo Berg.

Il tabellino:

Panathinaikos (4-2-3-1): Vlachodimos; Coulibaly, Kourbelis, Evangelou, Hult; Lod (dal 72′ Nuno Reis), Zeca; Villafanez, Klonaridis (dal 59′ Leto), Mpoku (dal 28′ Chatzigiovannis); Berg. All. Ouzounidis

Veria (4-2-3-1): López; Miljevic, Asigba, Kali, Andonian; Soulé, Balafas (dal 46′ Kostantinidis); Stojcev, Linardos (dal 65′ Papadopoulos), Calvo (dal 71′ Mavrias); Sarpong. All. Dostanic

Reti: 18′ rig., 39′ rig. e 41′ Berg, 21′ Klonaridis, 57′ Villafanez. Ammoniti: Lod (P), Andonian, Linardos (V). Arbitro: Skoulas.