Sette reti subite in tre partite prima dell’unico clean sheet (contro il Nantes) di un campionato che sembrava poter partire meglio calendario alla mano. Il Lione di Bosz non è certamente una sorpresa positiva di questo inizio di stagione nonostante le tante aspettative riposte nell’OL: i colpi di coda Emerson Palmieri e Shaqiri sul mercato hanno dato una sterzata a una campagna estiva che aveva fatto storcere il naso a tanti. Damien Da Silva ed Henrique non potevano accontentare certo una piazza che si aspetta di rivedere presto la Champions League al Groupama Stadium. Ecco quindi che sulla sirena arriva Jerome Boateng dal mercato degli svincolati: per assestare la retroguardia e dare un riferimento chiaro allo spogliatoio. Con i tanti esperimenti di Bosz sulla linea arretrata (vedi le assenze di Denayer e l’impiego di qualche giovane), Boateng rappresenta sicuramente la certezza che serviva per ripartire dopo la pausa Nazionali e invertire la rotta.

 

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Come sta l’ex Bayern Monaco? Certamente non è nel miglior periodo della sua carriera, complice l’età (33 anni) e una lista di infortuni che negli anni si è sempre allungata. Tuttavia, e forse è l’aspetto più importante, lo scorso anno è stato titolare nel Bayern Monaco di Flick accumulando 29 presenze in Bundesliga e 7 in Champions League con un rendimento degno di Jerome Boateng. Abile tecnicamente e dotato di grande leadership, sembra fatto a posta per l’idea di calcio di Bosz. Le partenze basse e la reiterata costruzione atta allo sviluppo di un gioco verticale ed offensivo, ben si adattano a Boateng che non ha più la tenuta fisica per rincorrere gli avversari per 90 minuti. Il controllo del possesso palla permetterebbe al Lione di notare molto meno le possibili falle di un affare che appare azzeccato a bocce ferme.

Quello che però rende per distacco Jerome Boateng un grandissimo profilo è sicuramente la voglia di rimettersi in gioco in una piazza con fame e la possibilità di fare da chioccia ai tanti giovani presenti in rosa. Diomandé, tra i centrali più impiegati al momento, ha solo 20 anni, qualche difetto da limare e soltanto Damien Da Silva e Marcelo da spalle prima dell’arrivo del campione del mondo 2014. Boateng potrebbe contribuire molto alla sua crescita, come a quella di Lukeba, 18enne aggregato alla prima squadra come centrale difensivo di cui si parla un gran bene.

La zampata di Juninho Pernambucano arriva anche questa volta alla distanza. Quando la sessione sembrava chiudersi senza grandi acuti, è arrivata la botta da fuori: un campione del mondo per Petr Bosz che da ora potrà concentrarsi unicamente sulla risalita. L’obiettivo Champions dista 2 punti (in attesa del verdetto su Nizza-OM) e sono passate solo 4 giornate…