La séptima del Boca Juniors è ormai una vera e propria ossessione. Lo dice lo storico coro, lo confermano i fatti: il Boca non raggiungerà neanche quest’anno l’Independiente nella classifica all-time dei vincitori della Copa Libertadores, perché il cammino si è già interrotto agli ottavi di finale.

Al momento dei sorteggi era chiaro che l’accoppiamento con l’Atlético Mineiro era nefasto, ma non si pensava che l’eliminazione potesse essere così cruda. Perché per quanto vuoto e senza prospettive, questo Boca avrebbe meritato la qualificazione, quantomeno per i due gol eliminati tra andata e ritorno che hanno scatenato enormi proteste e anche qualche episodio di violenza durante e dopo le partite. Dopo il doppio 0-0 la sfida è andata ai rigori, dove i ruoli si sono invertiti, con Everson portiere dell’Atlético Mineiro reale eroe della partita, sia per i due penalty parati, sia per aver messo in porta quello decisivo contro il suo collega Rossi.

Il Galo è una squadra a oggi più forte come organico, grazie a un mercato importante che ha portato sia big come Nacho Fernández e Hulk che un allenatore di prestigio come Cuca, che oltre a essere quello che ha portato l’ultima Libertadores della storia del club nel 2013, è anche colui che ha eliminato il Boca dall’edizione precedente sulla panchina del Santos. Sul campo questa differenza non si è vista, ma nella prospettiva del torneo è più facile immaginare larghi orizzonti per l’Atlético Mineiro che per questo Boca Juniors, che per quanto abbia sicuramente disputato 180 minuti superiori, non dà l’impressione di poter fare di più.

Le reazioni sono state già importanti: si vocifera delle dimissioni di Russo, alcuni giocatori sono stati addirittura fermati dalla polizia per aver ribaltato gli spogliatoi dello stadio di Belo Horizonte, la stampa argentina ha gridato allo scandalo per l’arbitraggio di Ostojich. Tutto comprensibile visto l’andazzo della partita, ma che non può cambiare la storia dell’ennesima Copa Libertadores che il Boca Juniors non è riuscito a vincere.

Rispetto agli anni passati dove il cammino era arrivato sempre almeno in semifinale eccezion fatta per la mancata qualificazione del 2017, stavolta le speranze si sono fermate agli ottavi, cosa che non accadeva dal 2015, l’anno del Superclásico del Panadero. Il mercato estivo ha portato nomi al Boca Juniors di medio livello come Rolón, Briasco e Orsini e non le superstar annunciate Torreira e Cavani che avrebbero alterato il valore di una rosa che a oggi anche superando questo turno, difficilmente avrebbe potuto sognare quella séptima Copa Libertadores destinata a rimanere ancora un’obsesión.