Tanto tuonò che piovve. L’esonero di Miguel Ángel Russo era sulle lavagne dei bookmakers da settimane se non mesi, ovvero dall’eliminazione patita contro il Santos nelle semifinali della Copa Libertadores 2020 a causa di una pessima gara di ritorno finita 0-3, situazione poi aggravata dalle successive esclusioni da Copa de la Liga Profesional (semifinale) e Copa Libertadores (ottavi di finale) nel 2021, rispettivamente per mano di Racing Club ed Atlético Mineiro.

Il tecnico 65enne era alla sua seconda esperienza sulla panchina xeneize dopo quella durata un anno dal dicembre 2006 al dicembre 2007, che portò in bacheca l’ultima Libertadores della storia del club e terminata all’indomani della sconfitta per 2-4 contro il Milan nella finale del Mondiale per Club: era stato ingaggiato nel gennaio 2020, in sostituzione di Gustavo Alfaro ed immediatamente dopo le elezioni interne del club che avevano consacrato la nuova presidenza Ameal-Pergolini-Riquelme. In poco più di un anno e mezzo ha guidato il club alla conquista di due titoli: la Superliga 2020, vinta all’ultima giornata con l’1-0 sul Gimnasia La Plata firmato Carlos Tévez ed il sorpasso al fotofinish sul River Plate, e la Copa Diego Armando Maradona 2021, sollevata dopo aver superato 5-3 ai rigori il Banfield in finale. Il suo bilancio parla di 60 partite con 28 vittorie, 12 pareggi e 20 sconfitte. Lascia comunque con un primato invidiabile, essendo uscito imbattuto da tutti e 4 Superclásicos giocati contro il River Plate, con 4 pareggi (2-2, 1-1, 1-1, 0-0) di cui due terminati con vittoria ai rigori e conseguente eliminazione dei rivali.

 

Russo paga la crisi di risultati che dura dal 27 maggio, data dell’ultima vittoria (3-0 contro il The Strongest nella giornata finale della fase a gironi di Copa Libertadores): da lì, 12 partite senza vittoria e solo 2 gol segnati, con un record negativo di 599′ senza reti. L’esonero arriva dopo la sconfitta di domenica per 0-1 contro l’Estudiantes, che ha palesato ancora una volta i tanti difetti in fase di costruzione del Boca, ma anche la dirigenza dovrà mettersi una mano sulla coscienza e ritenersi corresponsabile della situazione attuale, non avendo saputo sostituire adeguatamente i partenti (uno su tutti, Carlos Tévez).

 

In ogni caso, come detto dal club nel comunicato di annuncio del divorzio dal tecnico: Si chiude un capitolo lavorativo ma il suo nome rimarrà per sempre nella storia del club. Il Boca lo ringrazia per la professionalità e l’impegno dimostrati in questi 20 mesi di gestione e gli augura il meglio per il prosieguo della sua carriera. Questa sarà per sempre casa tua”.

Sulla panchina locale della Bombonera ora si siederà Sebastián Battaglia, gloria del club (di cui è il giocatore più titolato con 17 trofei vinti) ed ex-tecnico della Reserva. Sarà, per il momento, allenatore ad interim, ma il suo periodo alla guida degli Azul y Oro potrebbe prolungarsi fino a dicembre.