Bruno Labbadia, ecco cosa non è andato

E’ successo l’inevitabile; era solo questione di ore prima che venisse ufficializzato l’esonero di Labbadia. L’ormai ex tecnico dell’Amburgo paga un inizio di stagione disastroso dove nulla è andato per il verso giusto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la sconfitta, l’ennesima, contro il Bayern Monaco. Non è bastata una prova di cuore dei Rothosen per salvare la panchina a Labbadia che dopo una sola stagione lascia l’Amburgo con una sola speranza: che la squadra possa risalire prima che sia troppo tardi. Cerchiamo di analizzare cosa non ha funzionato nella gestione del tecnico di Darmstadt.

Labbadia, la difesa è stata un disastro

Con dieci goal subiti la retroguardia dell’Amburgo è la terza peggior difesa del campionato, dietro solo a Mainz (11) e Werder Brema (15). Un dato preoccupante considerando che qualsiasi sia il tuo obiettivo devi avere delle solide basi difensive da cui partire e queste la squadra di Labbadia non le aveva. La retroguardia dei Rothosen faceva letteralmente acqua da tutte le parti con gli interpreti che non sapevano mai come posizionarsi, faticavano ad accettare l’uno contro uno ed andavano in totale confusione quando attaccati. La mancanza di cattiveria nella difesa di una squadra che vuole salvarsi e qualcosa difficilmente accettabile.

Un solo punto in cinque partite

Un solo punto da quando è iniziato il campionato: troppo poco e non è bastata nemmeno la buona prestazione contro il Bayern Monaco per salvare la panchina di Labbadia che ha pagato l’incapacità di tirare fuori dai propri giocatori una reazione che potesse far pensare ad un proseguimento del rapporto tra l’Amburgo ed il tecnico di Darmstadt. Forse esonerare un allenatore dopo una sconfitta contro una big non è il massimo ma andava dato un segnale perché la barca sta affondando ma ci si può ancora salvare.

La speranza ora si chiama Markus Gisdol

Dopo l’esonero di Labbadia la panchina dell’Amburgo è stata affidata a Markus Gisdol, allenatore dell’Hoffenheim dal 2013 al 2013. Il nuovo tecnico dei Rothosen ha deciso di firmare un contratto di un anno; segno che vuole impegnarsi al massimo sull’obiettivo salvezze e una volta raggiunto decidere cosa fare. L’Amburgo, ora, si affida a lui.

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