Burnley-City, la rimonta di Aguero per volare in testa

Soltanto un Sergio Aguero in forma smagliante poteva guidare la rimonta del City contro l’agguerrito (seppur modesto) Burnley: dopo la rete a sorpresa dei Claret al quarto d’ora di gioco il Kun si è caricato la squadra sulle spalle, dando vita ad una rimonta per 2-1 che vale almeno momentaneamente il primo posto in classifica.

Kun Aguero, il re delle doppiette

Con quella di oggi sono ben quattro le doppiette siglate da Sergio Aguero in campionato. L’argentino prima di oggi non aveva mai segnato al Burnley e, a quanto pare, ha scelto il momento migliore per superare questo traguardo che, oltre alla vittoria, ha regalato nuovamente al City la vetta della classifica della Premier League, in attesa dei risultati di Liverpool e Chelsea. 16 reti in 18 partite di tutte le competizioni, 152 gol con la maglia dei Citizens: numeri che confermano l’importanza di questo giocatore che a 28 anni è ormai entrato a far parte dell’Olimpo dei grandi attaccanti del campionato inglese. Il club allenato da Guardiola avrà bisogno proprio delle pesantissime reti del Kun per assicurarsi un posto in cima alla classifica e lasciarsi alle spalle un momento complicato cominciato dopo la sconfitta contro il Tottenham e che ha portato ai blu di Manchester pareggi amari come quelli contro Southampton e Middlesbrough.

Occhio alla difesa

La retroguardia non sembra affatto essere il punto di forza del Manchester City, come dimostra il bellissimo quanto inaspettato tiro al volo di Dean Marney che ha costretto i Citizens a rincorrere il Burnley per conquistare almeno un pareggio. In questa stagione i ragazzi di Pep hanno mantenuto la porta inviolata solamente per due volte, subendo almeno un gol a partita, uno score ancora troppo alto per chi, come il tecnico spagnolo, è alla costante ricerca della perfezione. A penalizzare la difesa del City è stata anche l’assenza di Stones, lasciato fuori da Guardiola e sostituito da un improbabile Kolarov nelle vesti di difensore centrale, esperimento già provato nelle prime giornate di campionato e mai riuscito alla perfezione, affiancato da un Otamendi tutt’altro che in forma, colpevole più di tutti dell’iniziale svantaggio.

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