Non lo aveva neanche messo in conto all’inizio della stagione e forse è proprio questo trionfo inaspettato a rendere tutto più magico: il Chelsea è campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia, recitando di nuovo il ruolo di splendida outsider.

È la vittoria di un gruppo sul quale si erano create aspettative altissime dopo lo scorso mercato, ma che poi aveva deluso sotto la gestione di Lampard. Soltanto l’arrivo di Tuchel a Londra è riuscito a cambiare il corso della storia: il tedesco ha dato un’anima e un’identità al Chelsea, costruendo dal nulla un grande progetto capace di scalare la classifica in Premier League e diventare la miglior squadra d’Europa, togliendo dalle mani del Manchester City uno scettro che sembrava spettargli di diritto. Un diritto che neanche l’ennesima stagione capolavoro di Pep Guardiola è riuscito a sancire, come una sorta di maledizione che accompagna i blu di Manchester da ormai troppo tempo.

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Sembrava essere l’occasione perfetta per i Citizens, ma per la terza volta in poche settimane il Chelsea gli ha rovinato la festa, prima con l’eliminazione in semifinale di FA Cup e poi con la sconfitta nel girone di ritorno in campionato. E forse aveva proprio ragione chi pensava che non c’è due senza tre: la vendetta del City non è arrivata e i Blues possono finalmente festeggiare la seconda Champions League, arrivata ancora una volta con un allenatore subentrato nel corso della stagione.

Dopo Di Matteo ci pensa Tuchel a scalare l’Europa, grazie al primo gol di Kai Havertz in questa competizione. Non poteva scegliere un momento migliore per sbloccarsi, sotto gli occhi dei suoi tifosi che hanno viaggiato fino in Portogallo per godersi la notte più magica di tutte. L’approccio alla partita del Manchester City poi ha fatto il resto: scelte di formazioni discutibili, come l’esclusione di Cancelo e l’inserimento di Sterling dal primo minuto, poca grinta sotto la porta e una difesa insolitamente debole hanno giocato a favore del Chelsea, più affamato e più solido rispetto all’altra inglese.

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Dopo quasi dieci anni la coppa ritorna a Londra, in quella parte blu che si lascerà andare in una festa senza fine. È la vittoria di Tuchel, liquidato da Parigi quasi senza spiegazioni e arrivato in Inghilterra con umiltà e tanta voglia di far bene. È la vittoria di Mendy, entrato tardi nel grande calcio ma giusto in tempo per portare a casa il trofeo più importante di tutti. Ed è anche la vittoria di Thiago Silva, uscito nel primo tempo per infortunio, ma che dopo la finale giocata lo scorso anno con il PSG ha finalmente potuto portare in bacheca la Champions. È la vittoria di tutto il Chelsea che con qualche piccolo brivido conquista si riprende la corona più bella, quella dei campioni d’Europa.