L’Ajax è pronto a scendere in campo per affrontare il Rostov nell’ultimo turno preliminare di Champions League, prima del passaggio alla fase a gironi. 180 minuti per decretare le ultime elette per la grande competizione europea; le perdenti retrocederanno in Europa League, un piccolo premio di consolazione. Andiamo a vedere come si schiereranno le rose al primo scontro tra i due club…

I DUE CLUB PRONTI PER LA CHAMPIONS LEAGUE

L’Ajax giunge all’ultimo turno preliminare di Champions League dopo aver battuto precedentemente il PAOK Salonicco. Contro greci il match all’Amsterdam Arena si concluse sull’1-1 con il gol del giovane Dolberg che pareggiò, all’ora di gioco, lo svantaggio subito da Campos alla mezz’ora. Al ritorno, in terra ellenica, i lancieri si imposero per 2-1 con doppietta di Klaassen che valse il passaggio all’ultimo ostacolo prima della fase a gironi. Nel frattempo è iniziata anche l’Eredivisie dove la formazione di Bosz ha collezionato una vittoria, all’esordio, e un pareggio nelle prime 2 giornate di campionato. Una piccola frenata dovuta ad una fase difensiva ancora da sistemare che pecca in automatismi ancora non affinati e in poca compatezza. Il punto forte dell’Ajax è dal centrocampo in su, con giocatori in grado di cambiare il corso della partita con una semplice giocata. Per la gara contro il Rostov il tecnico farà affidamento sicuramente su Klaassen, Bazoer e Gudelj per una linea di centrocampo fisica, d’impostazione e soprattutto di appoggio alle punte; praticamente la completezza su ogni aspetto. In attacco il talento di Dolberg sarà coadiuvato da El-Ghazi sulla destra e da Younes sulla sinistra. L’imperativo è quello di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e servire il giovane danese al centro dell’area per non lasciar scampo al portiere. Anche Klaassen dovrà impesierire una fragile linea difensiva avversaria con le sue precise verticalizzazioni. All’Amsterdam Area, il club della capitale parte con tutti i favori del pronostico: se la difesa non giocherà brutti scherzi, il risultato potrà essere solo che positivo. La fase a gironi di Champions League dista solo 180 minuti, ma la pratica potrebbe archiviarsi anche nei primi 90.

Dall’altra parte della barricata troviamo il Rostov, formazione russa. Il club ha affrontato un turno preliminare precedente dove ha dovuto superare l’osatcolo di nome Anderlecht. I belgi, dopo aver pareggiato per 2-2 fuori casa, sono stati beffati nella propria patria, in terra amica: agli ospiti sono bastate le realizzazioni di Noboa al 30′ e di Azmoun al 57′. 2-0, pratica archiviata e turno superato. Ora l’asticella si alza ulteriormente poichè di fronte c’è l’Ajax, una formazione che non ha solo un gran prestigio internazionale, ma anche tantissima esperienza in ambito europeo. Come i colleghi olandesi, anche il Rostov ha già iniziato il proprio campionato nazionale: nella Russian Premier League ha disputato 3 gare raccimolando 4 punti (una vittoria, un pareggio e una sconfitta). Un ruolino di marcia non perfetto, anche se l’ultima sconfitta è stata inflitta dallo Zenit in una gara combattuta conclusasi sul 3-2. Il Rostov può vantare una difesa che tende a restare compatta, soprattutto grazie ai mediani che vanno a rimpolpare il muro davanti all’estremo difensore. Ovviamente l’esperienza tattica non è elevata e basta un po’ di gioco ben strutturato per perforarla facilmente: un esempio è proprio la sconfitta contro lo Zenit. L’attacco non è infallibile ne difficile da tenere a bada: l’Ajax dovrà stare molto attento alle incursioni di Bukharov e Azmoun, i due attaccanti sui quali fa più affidamento il tecnico Kiricenko. Il punto forte è il trequartista Noboa, capace di muoversi tra le linee e diventare una vera spina nel fianco con i suoi inserimenti. Il modulo maggiormente usato dai russi, resta il 4-4-1 pronto a trasformarsi in corsa in un 4-3-1-2. Il Rostov ha 180 minuti per coronare il sogno di qualificazione alla fase a gironi di Champions League, mai stato così vicino. Il club olandese farrà valere il fattore campo, ma i russi possono colpire proprio dove gli avversari si sentono più sicuri e più protetti: all’Amsterdam Arena come già accaduto all’Anderlecht, prima vittima della rosa di Kiricenko.