Un Superclásico è sempre una partita a sé con un fortissimo carico emotivo e l’ultimo Boca-River non è stato da meno. La partita è finita in pareggio, ma si sarebbe potuta concludere in ogni modo perché l’equilibrio che c’è stato ha legittimato il risultato di parità finale: equilibrio però non da intendere come una prolissa fase di studio, ma come il compromesso tra due squadre che hanno dato tutto e che aiutate da reparti molto lunghi hanno dato vita a un bellissimo spettacolo, sia sul pieno tecnico che su quello emotivo.

Infatti abbiamo visto sia grandi giocate che momenti di grande tensione. Il tacco di Tévez è lo spot della partita, una giocata di classe eccelsa che spalanca la porta all’azione del rigore, ma anche dall’altra parte si sono viste buonissime giocate di Carrascal oltre che il gran gol di Palavecino, al suo primo Superclásico in carriera, con un inserimento da grande centrocampista che fa da preludio al nuovo grande esperimento targato Gallardo.

Poi però anche i momenti di grande tensione, dalle due espulsioni alle fasi concitate tra Villa e Casco, che hanno fatto in modo che anche i nervi per qualche minuto saltassero, tenendo fede alla reputazione di una sfida che non è mai stata troppo amichevole. ma alla fine chi ne esce meglio da questa partita?

Le parole migliori le ha utilizzato Olé, il quotidiano argentino sportivo di riferimento, sempre magistrale nell’uso delle parole. “Súper Iguales” oltre a essere un capolavoro di giornalismo è anche la miglior definizione di quanto visto nella partita, dove di fatto nessuna ha prevalso sull’altra in nessun senso. Il Boca Juniors esce bene per aver saputo gestire mentalmente l’inferiorità numerica, per essersi difesa bene durante un avvio difficile e per non esser naufragata nel momento in cui la partita le stava voltando le spalle, aiutato forse anche da un pizzico di fortuna su rimbalzo del pallone dopo il rinvio di Andrada.

Il River ne esce bene per essere rimasto in partita sull’1-0, quando si sarebbe potuto inginocchiare dopo svariate occasioni per il raddoppio del Boca Juniors. Armani ha tenuto in piedi la baracca in più occasioni, ma nella seconda metà di partita sono stati loro a costruire più azioni rispetto agli avversari.

A livello di classifica il pari va meglio al Boca, che comunque si tiene in zona qualificazione nonostante la rosa sia decisamente incompleta sia per mancanze dal mercato (forse sopperite a giugno dall’arrivo di Cavani? difficile dirlo), sia per l’infortunio di uno come il Toto Salvio che era tra le stelle della squadra. Il River è ancora in situazione di rincorsa, ma forse ha tamponato il momento di difficoltà e assestamento con un bottino di punti che gli permetterà di rientrare tra le prime quattro più avanti nel corso di questa coppa.

Chiaramente ci sono anche degli aspetti negativi, come la cattiva gestione temperamentale del Boca o l’inconsistenza del tridente di partenza del River, di fatto più pericoloso coi centrocampisti che con le punte, ma dopo una partita così bella, sentita e spettacolare, probabilmente è necessario guardare i lati buoni di una gara che lancia la stagione.