Nella seconda serata dei quarti di finale di Champions League ci sarà una riedizione di una sfida storica di queste ultime annate, con Porto e Chelsea che andranno a rinverdire una rivalità che è diventata molto sentita dal 2004. In quella stagione infatti José Mourinho passò dai Dragões ai Blues di Londra, portando con sé diversi suoi ex giocatori e smembrando così gran parte della squadra campione d’Europa. Inglesi e portoghesi hanno già probabilmente fatto di più rispetto alle loro iniziali aspettative e qualcuna riuscirà addirittura ad approdare tra le prime quattro del Continente. Vediamo allora cinque giocatori che hanno vestito entrambe le maglie.

JOSÉ BOSINGWA
Terzino destro dotato di grandi qualità di spinta è stato uno dei giocatori più vincenti con Porto e Chelsea segnando la sua carriera con queste due maglie. José Bosingwa infatti è passato ben presto ai Dragões, perché nel 2003 è lo stesso Mourinho a volerlo dopo le buone annate col Boavista per avere una valida alternativa a Paulo Ferreira. Nel suo primo anno vince subito la Champions League, pur giocando poco, e con la partenza per Londra del titolare della fascia si appropria della corsia di destra del Porto per ben altri quattro anni vincendo quattro campionati. Nel 2008 viene invece chiamato proprio per sostituire Ferreira al Chelsea e per quattro anni diventa un’importantissima pedina all’interno della squadra e nel 2012 lascia il club vincendo la seconda Champions League. Dopo un anno al QPR, chiuse la carriera nel 2016 col Trabzonspor.

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RICARDO CARVALHO
È stato forse il più grande difensore centrale di sempre della storia del calcio portoghese, sicuramente quello che più di tutti è stato in grado di vincere a ogni età. Ricardo Carvalho ha però dovuto sudare e non poco per debuttare con il Porto, perché da giovane è spesso stato prestato in giro per la nazione tra Leça, Vitória Setubal e Alverca, prima di tornare nel 2001 e diventare per tre anni una colonna della difesa. Fu assoluto protagonista della vittoria in Coppa Uefa nel 2003 e soprattutto in Champions League nel 2004, dove segnò un bel gol di testa nei quarti di finale contro il Lione. Mourinho se lo portò immediatamente con sé al Chelsea e a Londra formò una coppia strepitosa con John Terry e contribuì a due vittorie di Premier League, ma nel 2010 passa al Real Madrid perdendosi così la Champions del 2012. Coi Blancos iniziò il suo declino a causa di svariati infortuni e nel 2013 passa al Monaco dove si mantenne su buoni livelli, tanto da essere convocato e vincere l’Europeo del 2016.

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DECO
Centrocampista di assoluta classe, dotato di un tocco sopraffino e con splendida visione di gioco che però non è mai riuscito ad avere grande continuità di rendimento. Deco è nato brasiliano ma con l’animo portoghese tanto da prendere ben presto la nazionalità lusitana, anche se il suo approdo in Europa dopo il Corinthians non fu affatto facile. Col Benfica infatti non trovò spazio e dopo un prestito all’Alverca venne ceduto al Salgueiros dove fece vedere buone cose e a sopresa strappò un contratto com Porto. Gli inizi furono di alti e bassi, ma con l’approdo in panchina di Mourinho divenne uno dei migliori centrocampisti d’Europa, risultando l’uomo in più per le vittorie in Coppa Uefa nel 2003 e in Champions League nel 2004, anno in cui sfiorò anche la conquista del Pallone d’oro. A sorpresa passò in estate al Barcellona dove completò con Xavi e Iniesta un centrocampo da sogno dove vinse due volte la Liga e la Champions League del 2006. Nel 2008 terminò il suo periodo catalano e con quattro anni di ritardo passò al Chelsea con Scolari in panchina, ma dopo un inizio molto promettente finì per perdersi risultando una grossa delusione nei suoi due anni inglesi. Nel 2010 tornò in Brasile al Fluminense dove rimase fino alla fine della carriera nel 2013.

 

RADAMEL FALCAO
Centravanti completo, dotato di straordinario senso del gol e che per qualche anno ha dato l’impressione di poter essere tra i grandissimi del mondo. Radamel Falcao è durato troppo poco, ma quando era in forma erano pochissime le difese in grado di fermarlo. Lasciò presto la sua Colombia per passare in Argentina al River Plate dove vinse il campionato Clausura nel 2008 e fu il Porto nel 2009 la squadra più veloce ad accaparrarsi le sue prestazioni. I suoi anni con i Dragoni furono straordinari e l’apice lo raggiunse nel 2011 quando con diciassette reti, record assoluto nella storia della competizione, portò i lusitani a trionfare in Europa League nella finale tutta portoghese col Braga. Le sue straordinarie prestazioni lo portarono all’Atlético Madrid dove si confermò straordinario marcatore, ma proprio sul più bello un brutto infortunio subito quando era passato al Monaco ne fermò la crescita. Dopo l’annata coi monegaschi passò in Inghilterra al Manchester United prima e al Chelsea poi, ma in entrambi i casi fu un buco nell’acqua e il peggio lo diede proprio con i Blues dove segnò un solo gol. Tornò al Monaco per tre anni prima di passare al Galatasaray.

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PAULO FERREIRA
Terzino destro di spinta e dotato di buona attenzione anche in fase difensiva è stato sempre molto apprezzato per la sua dedizione da tutti gli allenatori che lo hanno avuto. Paulo Ferreira ha iniziato in Portogallo con Estoril Praia e Vitória Setúbal prima di passare nel 2002 al Porto e anche se coi Dragões ci rimase solo per due anni riuscì a segnare in maniera indissolubile il suo nome vincendo la Uefa nel 2003 e la Champions nel 2004. Nonostante non fosse il più talentuoso, José Mourinho lo volle a tutti i costi con sé al Chelsea facendolo diventare una pedina fondamentale nello scacchiere dei Blues per la vittoria soprattutto dei primi due titoli inglesi. Con l’addio dello Special One nel 2007, e l’arrivo di Bosingwa l’anno seguente, iniziò a perdere il posto da titolare ma nonostante un finale di carriera dove giocò sempre poche partite riuscì a vincere la Champions del 2012 prima di ritirarsi l’anno seguente sempre con addosso la maglia londinese.