L’Atalanta ha iniziato in maniera positiva la propria avventura in Champions League trovando un ottimo pareggio nella trasferta di Villarreal. Per poter sognare la terza qualificazione consecutiva alla fase a eliminazione diretta però bisognerà battere lo Young Boys a Bergamo e ottenere una vittoria che in casa non è mai arrivata, escludendo quelle ottenute a San Siro. Gli svizzeri hanno sorpreso tutti vincendo alla prima giornata contro il Manchester United e nel loro passato hanno potuto ammirare questi cinque giocatori.

 

VUJADIN BOSKOV
Ricordato da tutti come lo splendido allenatore che condusse la Sampdoria al suo primo e unico successo in Serie A iniziò l’avventura in panchina proprio da Berna. Boskov in realtà arrivò in Svizzera per concludere la carriera dopo un decennio passato nel Vojvodina e un anno proprio nella Sampdoria quando nel 1962 se ne andò in giallonero. Intelligente mediano che impostava il gioco fu tra i primi a rivestire il doppio ruolo di giocatore-allenatore ma capitò per caso. L’allora tecnico, il tedesco Albert Sing, si fece male durante una seduta di allenamento e consegnò al serbo le redini della squadra e da allora i due si divisero il compito per un paio di annate. Furono anni modesti con un quarto e un sesto posto, ma alla fine del 1964 Boskov appese definitivamente le scarpette al chiodo per iniziare una carriera da grande allenatore.

Copyright: imago/Sven Simon

 

 

DAVIDE CHIUMIENTO
Una delle promesse della Juventus di inizio nuovo millennio era proprio lo svizzero Davide Chiumiento. In bianconero esordì in Serie A con l’Ancona e in Champions League contro il Deportivo e nel 2004 venne mandato a maturare a Siena. In Toscana però, nonostante riuscì a segnare il suo unico gol in Serie A, disputò una stagione con poche luci e molte ombre e la sua avventura italiana terminò. Tornato a Torino venne prima mandato in prestito in Francia al Le Mans e poi in Svizzera allo Young Boys. Le due stagioni furono fotocopia per Chiumiento, diciotto presenze e un gol. Troppo poco per entrambe le squadre e nel 2007 riuscì finalmente a essere ceduto dalla Juventus. Al Lucerna disputò ottime stagioni prima di volare per due anni a Vancouver nei Whitecaps a recuperare un ottimo stipendio. Tornerà in Svizzera allo Zurigo, ma dal 2017 è rimasto mestamente senza squadra.

Copyright: imago/Geisser

 

 

SEYDOU DOUMBIA
I tifosi della Roma non gradiranno ricordare le prestazioni di Doumbia nella Capitale, ma se l’attaccante ivoriano ha potuto farsi conoscere in Europa è proprio grazie allo Young Boys. Arrivato a Berna dopo ottime stagioni in patria nel Denguélé fu acquistato in Giappone dai Kashiwa Reysol e successivamente dal Tokushima Vortis prima di essere portato in Svizzera nell’estate del 2008. Venti gol il primo anno e addirittura trenta nel secondo fecero entrare nel cuore dei tifosi bernesi questo centravanti arrivato da sconosciuto e andato via da eroe nel 2010. Andò al Cska Mosca e anche in Russia dimostrò il suo valore, ma da lì in poi il declino. Tanti cambi di squadra e tanti cambi di nazione, ma dove riuscì a trovare poco spazio e ricevette più fischi che applausi.

Copyright: imago/Ulmer/Teamfoto

 

 

 

 

GUERINO GOTTARDI
Bernese di nascita e colonna della Lazio di Cragnotti Guerino Gottardi iniziò a confrontarsi con il calcio che conta nel 1989 e a 19 anni debuttò con la squadra della sua città, lo Young Boys. Dopo un primo anno fatto di qualche apparizione nella seconda annata diventò una colonna insostituibile passando così a fine anno al Neuchâtel Xamax. Con i neocastellani giocò grandissime stagioni e nell’ultimo campionato in rossonero riuscì ad arrivare a segnare addirittura quattro gol, solo due in meno di quanti non ne realizzerà in tutto il resto della sua carriera. Nel 1995 venne acquistato dalla Lazio e ci rimase per nove anni. Nonostante nelle ultime annate fece molta panchina lasciò un grande ricordo togliendosi anche la soddisfazione di segnare al Bernabéu e di decidere un derby di coppa Italia con la Roma.

 

 

SENAD LULIĆ
Da una colonna della Lazio di Cragnotti a una colonna della Lazio di Lotito con sempre lo Young Boys come meta di passaggio. Pur essendo nato in Bosnia Senad Lulić è sempre stato legato calcisticamente alla Svizzera e fece tutte le giovanili nelle file del Coira. Venne poi ceduto al Bellinzona e in seguito al Grasshopper, ma fu nella stagione 2010-11 allo Young Boys che prese definitivamente il volo la sua carriera. A Berna non riuscì ad alzare trofei ma disputò una grandissima annata nella quale debuttò anche nei preliminari di Champions League e di Europa League e venne messo sotto il radar di varie squadre europee. Fu la Lazio alla fine a strapparlo dalla Capitale elvetica e portarlo in quella italiana riuscendo a farsi amare fin da subito dai tifosi biancocelesti. Entrato nella storia grazie al gol decisivo nella finale di Coppa Italia contro la Roma è stato il capitano e la bandiera della squadra divenendone i colori per ben dieci anni.

Copyright: imago/Pressefoto Baumann