Il Milan è ripartito in Europa nel migliore dei modi e la vittoria per 1-3 a Celtic Park ha messo una serie ipoteca sulla qualificazione del Diavolo. Per poter continuare serve però una vittoria a San Siro contro lo Sparta Praga che non può sbagliare dopo la pesante sconfitta contro il Lille. Squadra di tradizione quella ceca che in passato ha visto alcuni suoi elementi passare in Serie A, ed eccone cinque per voi.

JONATHAN BIABIANY
Da giovane era considerato una delle migliori promesse del calcio europeo, ma purtroppo è sempre rimasto un’eterna promessa. Jonathan Biabiany iniziò nelle giovanili dell’Inter formando con Balotelli un grande duo d’attacco. Venne mandato in prestito a Modena e Parma prima di tornare nella stagione post Triplete e segnare nella finale del Mondiale per Club contro il Mazembe. A gennaio venne ceduto alla Sampdoria e fece parte della squadra che precipitò in Serie B e così tornò a Parma dove disputò quattro grandi annate che lo riportarono in nerazzurro. Non riuscì mai a prendersi il posto da titolare e nel 2017 passò allo Sparta Praga dove però fallì giocando poco e non segnando mai. Tornò per la terza volta con i ducali, prima di passare al Trapani e ora al San Fernando in Spagna.

 

TOMÁŠ ŘEPKA
Ottimo difensore della fine degli anni ’90 riuscì ad associare il suo nome a quello della Fiorentina, diventando uno dei giocatori più apprezzati. Dopo gli inizi nel Baník Otrava passò nel 1995 allo Sparta dove riuscì a vincere per due volte il titolo ceco e si guadagnò la titolarità della nazionale. In una gara contro i Viola impressionò a tal punto da essere acquistato e per tre anni divenne una colonna dei toscani, ma perse completamente il vizio del gol che aveva, tanto da non segnare nemmeno una rete in Serie A. Il fallimento della squadra lo costrinse a cambiare aria e passò per cinque anni al West Ham prima di tornare ancora allo Sparta per rivincere altri due campionati e ritrovare la via del gol che anche in Inghilterra non aveva più ritrovato. Chiuse nel 2012 con il Budějovice.

Copyright: imago/GEPA pictures

 

PATRIK SCHICK
Era la grande promessa del calcio ceco ed europeo, ma difficilmente Patrik Schick riuscirà a tornare quello ammirato alla Sampdoria. Nel 2013 venne acquistato dallo Sparta Praga e inserito all’interno della squadra giovanile. A diciannove anni riuscì anche a trovare il debutto in prima squadra, ma nelle sue quattro apparizioni non riuscì mai ad andare in gol. Venne prestato per un anno al Bohemians dove attirò le attenzioni de blucerchiati e in Liguria visse una stagione irripetibile, condita da gol e grandi giocate. La battaglia di mercato tra Juventus, Inter e Roma venne vinta dai giallorossi, ma nella Capitale fu un disastro. La miseria di cinque gol in due stagioni e il passaggio in Germania prima al Lipsia e ora al Bayer Leverkusen.

 

TOMÁŠ UJFALUŠI
Uno dei difensori migliori della storia recente del calcio ceco, capace di giocare sia da terzino che da centrale ricoprendo in maniera più che onorevole entrambi i ruoli. Ujfaluši si fece conoscere nel Sigma Olomuc, squadra che gli permise di diventare una colonna della nazionale Under 21. L’ottimo Europeo di categoria nel 2000 gli permise di passare in Germania all’Amburgo dove divenne subito titolare e per quattro anni fu tra i più apprezzati dei Dinosauri. Il ritorno in A della Fiorentina convise Tomáš ad accettare la proposta Viola e per quattro stagioni divenne un intoccabile della squadra di Prandelli. Furono solo due i suoi gol, ma il rendimento fu sempre di alto livello e purtroppo non riuscì mai a debuttare in Champions al Franchi perché nel 2008 accettò la corte dell’Atlético Madrid. Anche in Spagna lasciò un ottimo ricordo prima di passare al Galatasary e nel 2013 allo Sparta Praga. Era il tanto atteso ritorno in Repubblica Ceca, ma con i granata la stagione fu sfortunata. Riuscì solo a giocare due partite di Coppa di Repubblica Ceca, ma i guai fisici lo bloccarono e a dicembre ufficializzò il suo ritiro.

Copyright: imago/CTK Photo

 

TOMÁŠ ZÀPOTOČNÝ
Difensore dotato di grande prestanza fisica, con buon piazzamento, ma decisamente troppo lento per poter ambire a una carriera ad alti livelli. Fu lo Slovan Liberec a dargli la grande opportunità dopo i primi anni in piccole squadre ceche e in biancazzurro fece vedere tutte le sue qualità tanto che, dopo due campionati vinti, nel 2007 venne acquistato dall’Udinese. Con in panchina Pasquale Marino ebbe un ruolo centrale nella squadra che terminò l’anno con un ottimo settimo posto e le sue trentadue presenze gli garantirono il passaggio in Turchia al Beşiktaş. A Istanbul le cose però non andarono per il verso giusto e, dopo un prestito anche al Bursaspor dove vinse il campionato, tornò in Repubblica Ceca allo Sparta. Nei due anni in granata però giocò poco non riuscendo a lasciare il segno e così è tornato nella sua Příbram.

Copyright: imago/GEPA pictures